Phobia Free, come sconfiggere l’aracnofobia con una app per smartphone

Le app per il sociale, che aiutano le persone, hanno un nuovo arrivo.
Phobia Free, una app per sconfiggere l’aracnofobia cioé come superare la paura dei ragni.
E’ possibile curare le fobie con l’uso di uno smartphone ?

Russell Green, studioso di psicologia inglese, ha recentemente attirato l’attenzione del periodico online BBC News, a causa di una recente invenzione in grado di cambiare potenzialmente le vite di tanti fobici in ogni parte del mondo.

Green, fino a qualche tempo fa, sperimentava intensi attacchi di panico non appena notasse qualcosa che gli riportasse alla mente i contorni della sua debolezza più grande, ovvero l’aracnofobia.

Evitare immagini di ragni e qualunque incontro con queste creature, che giudicava terrorizzanti oltre ogni limite, era diventata per Green una routine. 

Fino a quando la sua innata creatività non gli permise di sviluppare Phobia Free.

Si tratta di un’app per smartphone in grado di aiutare la mente, gradualmente, a bypassare questa radicata avversione per gli insetti.

La tecnica adottata dall’app si risolve in un espediente psicologico.

La desensibilizzazione sistematica, in base alla quale il soggetto viene esposto gradualmente all’oggetto dei propri timori più profondi, allo scopo di renderlo insensibile agli stessi.

Nell’applicazione studiata da Green, questo obiettivo si raggiunge permettendo all’utente di prendere parte ad una serie di giochi con ragni-cartoon. Questi ultimi rappresentati con immagini infantili e indubbiamente simpatiche.

Gradualmente, gli stessi ragni diventeranno col tempo più realistici, quasi ad insaputa dell’utente.

Fino a raggiungere dimensioni ed aspetto sempre più vicini al vero.

Nelle fasi più avanzate del gioco, gli utenti dovranno prendersi cura di una tarantola ferita. Il fine è motivare l’utente fino alla liberazione completa dal panico alla vista degli insetti.

L’applicazione di Green ha avuto successo sia con lo sviluppatore stesso che con un altro gruppo di volontari. Ora si studiano le possibili ulteriori implicazioni in aiuto alla motivazione ed all’autocontrollo.

 

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