The Fork : storia, how-to e piani per il futuro

Da molto tempo ormai, tramite Internet è possibile prenotare praticamente di tutto, usufruendo talvolta di promozioni davvero molto interessanti. Ciò che mancava realmente era la possibilità di prenotare, con un paio di click dallo smartphone, dei ristoranti o delle pizzerie. Evitando così lunghe ricerche e selezioni fra le attività presenti nella zona in cui ci troviamo in un dato momento.

Per non parlare delle relative code per trovare un locale di nostro interesse che abbia un tavolo libero.

The Fork: storia di un servizio che ha segnato il cambiamento.

La società nasce in Francia nel 2007 ed è stata acquisita nel 2014 dalla nota piattaforma TripAdvisor, da sempre al fianco dei turisti e dei consumatori in generale

In poco tempo il servizio si è esteso in 11 paesi, compresa l’Italia, sulla quale ha successivamente deciso di puntare tramite l’acquisizione di due startup locali : restOpolis e MyTable.

Allo stato attuale The Fork ha stabilito accordi con oltre 45.000 strutture, di cui 10.000 situate in Italia, e possiede oltre 8 milioni di recensioni da parte di tutti gli utenti della community che gli si è creata attorno.

Il servizio è accessibile sicuramente tramite il sito web, ma ciò che fa la differenza è l’applicazione :  tramite la comodissima app, disponibile per i dispositivi Android e iOS

Come funziona il servizio?

Utilizzare The Fork è davvero molto semplice. Il modo più comodo, come detto poco fa, è scaricare l’applicazione dedicata sul proprio smartphone o tablet.

Non è necessario creare un account per iniziare ad effettuare le prenotazioni ma bisogna precisare che occorre registrarsi per tenere traccia dello storico prenotazioni o delle recensioni o per accumulare i punti Yums.

E’ possibile effettuare la ricerca in diversi modi :

  • senza conoscere una data precisa
  • cercando tutti i ristoranti di una zona per conoscerne menù, prezzi e altri dettagli
  • oppure indicando la data per aver l’elenco di ristoranti, disponibilità, prezzi e promozioni.

La ricerca può essere perfezionata con tutta una serie di filtri relativi alle offerte, alle valutazioni e al tipo di cucina.

Tramite l’applicazione è spesso possibile trovare promozioni anche last minute davvero molto interessanti, variabili fra il 10 e il 50%. E’ inoltre possibile accumulare dei “punti fedeltà” detti Yums che permettono di ottenere sconti sostanziosi nei ristoranti aderenti al piano.

In costante sviluppo.

Dalla sua creazione ad oggi, The Fork è cresciuto in modo esponenziale. Il numero di ristoranti aderenti cresce a dismisura, attirando un numero sempre maggiore di utenti e disponendo di tantissime recensioni verificate.

Il servizio ha piani molto ambiziosi per il futuro e punta molto sull’Italia.

Al momento The Fork dispone del database di ristoranti più ampio del Belpaese e mira ad estenderlo ulteriormente. Tra i progetti, infatti, sembra esserci quello di portare l’Italia tra i primi Paesi all’interno del gruppo TripAdvisor.

Ecco la sezione Insider di The Fork.
Disponile in fase iniziale per le città di Milano, Roma, Torino e Firenze permette di selezionare i ristoranti ad alto indice di gradimento.

Consapevoli di una permanenza media, ad utente, di 3 minuti, da The Fork vogliono rendere la vita sempre più facile : supportando gli utilizzatori con una guida dei migliori ristoranti.

I criteri di selezione sono :

  • da 9 punti in su nei giudizi degli utenti The Fork
  • presenti e valutati a un certo livello dalle tre principali guide italiane

Le guide prese in considerazione sono :

  • Gambero Rosso
  • L’Espresso
  • Identità Golose.

Come detto il punto di partenza sono 4 grandi centri italiani, ma certamente la visibilità si allargherà a macchia d’olio, con il tempo, al resto del BelPaese.

Oltre alla fusione dei pareri di utenti e guide, ogni scheda ristorante che rientrerà in “Insider” conterrà una descrizione redatta da un esperto food writer.

Il problema del cosiddetto “no show”.

Volendo guardarla dalla parte del ristoratore, vi è un problema che sorge a fronte della veicolazione di fiumi di utenti da piattaforme come THe Fork.

Si chiama No Show, ed è la cattiva abitudine di prenotare un tavolo e non presentarsi per consumare. Scarsa (o nulla) educazione civica, per non arrivare a parlare di mancanza di rispetto del lavoro dei ristoratori.

Vi sono esempi come quello del ristorante Sadler, due stelle Michelin, che dal 2017 richiede una caparra attraverso The Fork : 100 euro con richiesta carta di credito, per assicurarsi che il cliente non cambi idea.

E’ una tutela necessaria per il lavoro del ristoratore, che si basa sul numero di prenotazioni per organizzare collaboratori e acquisti di materie prime.

Secondo il country manager di The Fork, Almir Ambeskovic, la caparra non ha inviso sulle prenotazioni in modo negativo, bensì producendo zero no show, quindi risolvendo sostanzialmente il problema.