Come cancellare irreversibilmente dati: le tecniche principali

Come cancellare irreversibilmente dati: le tecniche principaliLa cancellazione irreversibile di dati è un argomento complesso, dalle varie soluzioni. Scegliamo, grazie a questa guida, quella più adatta a noi

Cancellare irreversibilmente dati, i percorsi possibili

La cancellazione di dati su sistemi Windows e Unix, che siano cartelle oppure file “puri”, avviene sfruttando un concetto abbastanza controintuitivo: i dati che abbiamo deciso di cancellare tramite OK dal Cestino non sono infatti in grado di sparire in maniera irreversibile.

Lo spazio che una volta era dedicato a conservare i file di cui abbiamo ordinato l’eliminazione, infatti, viene visto dal sistema operativo come “spazio libero”, che è possibile sovrascrivere durante la memorizzazione di nuove informazioni.

Nel lasso di tempo che questo spazio sfrutta per essere rimpiazzato con nuovi dati, rimane possibile, attraverso alcune utility di recovery quali Recuva, recuperare in gran parte tutto ciò che si era apparentemente cancellato.

Eliminare completamente queste tracce richiede invece un approccio inverso, che di norma è possibile grazie ad utility come Eraser, che si occupano di sovrascrivere con dati fittizi le aree precedentemente occupate dalle nostre informazioni.

Ad utility del genere vengono spesso aggiunti trattamenti accessori, quali ad esempio il WBD (Wipe Bad Disk), che si occupa di correggere eventuali settori dei cluster dell’HDD rimasti vulnerabili a particolari errori.

Per ottenere una cancellazione irreversibile dei dati, in maniera che non risultino comunque essere stati sovrascritti, esistono comunque tecniche particolarmente drastiche, che fanno leva sul principio del degaussing (o smagnetizzazione).

Questa tattica è principalmente sfruttata nel caso in cui si debbano rendere completamente inutilizzabili le informazioni (e spesso anche l’hard drive su cui sono memorizzate), nel caso in cui si tema particolarmente per la propria sicurezza, è possibile sfruttare tale tecnica per distruggere ogni possibilità di registrazione o lettura di informazioni sull’unità.

I principali smagnetizzatori riescono comunque a salvaguardare l’integrità del disco, pur cancellandone le informazioni irreversibilmente. Si tratta ad esempio del caso di OMNIWIPE di Sadas, oppure del modello V660 HDD EVO, in grado di essere telecomandato da remoto, oltre ad essere dotato di una velocità eccellente.

I degausser o smagnetizzatori passati sono stati di dimensioni particolarmente ingombranti, tuttavia con i modelli menzionati è possibile ottenere dei dispositivi compatti ed affidabili.

Ricordiamo che l’operazione di smagnetizzazione, se non diversamente specificato, può comportare danni alla struttura fisica dell’hard disk; per cancellazioni più soft, ma comunque con un buon grado di certezza, è preferibile ricorrere alle soluzioni software menzionate.

Condividi il contenuto su...Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Pin on Pinterest
Pinterest
Share on LinkedIn
Linkedin
Email this to someone
email
Print this page
Print

Potrebbero interessarti anche...