Guida: come creare siti onion nel Deep Web

Avete sentito parlare di “Deep Web” e volete aprire sito anonimo? Eccola guida che spiega come creare siti onion nel deep weeb , in modo completamente segreto.

Alla scoperta del deep weeb: come creare siti nel deep web

Argomento scottante in un tempo in cui la censura si fà sentire particolarmente.

Allora si può pensare alla creazione di siti Web del tutto inattaccabili da comuni mezzi, proprio perché anonimi, ed è possibile sfruttando i servizi gratuiti offerti dalla rete TOR.

In questo modo, seguendo alcuni passaggi precisi, è possibile impostare un proprio sito web dal dominio “.onion”  che identifica un gruppo di pagine Web del tutto anonime e protette.

Per fare ciò, occorre dotarsi innanzitutto di alcuni pacchetti software essenziali.

Il primo software essenziale di cui dotarsi è TOR Browser Bundle.

Scaricabile dal sito ufficiale del TOR Project , si tratta di un “fork” di Mozilla Firefox, ovvero una versione modificata del popolare browser, studiata appositamente per offrire anonimato durante la navigazione.

Una volta scaricato TOR, è il momento di procedere scaricando un software per web server, che ci consentirà di impostarne uno nel nostro PC personale.

La scelta migliore ricade sempre su Apache, uno dei software per server più utilizzati e snelli al mondo.

Tra l’altro Apache è un software completamente gratuito.

Ottenuti questi strumenti fondamentali, è il momento di impostarli per far sì che nel Deep Web vengano mostrate le nostre pagine Web al nostro indirizzo.

La procedura è laboriosa, ma seguendo questi precisi passi si avrà la garanzia di ottenere un server funzionante per i siti .onion  :

1) Installato Apache, con un doppio clic sul file scaricato, dovremo lanciare il servizio per capire se sul nostro PC è attivato con successo.

2) Per fare questo, occorre attivare l’Apache Service Monitor, compreso nei file installati: se vedremo un’icona verde, il server sarà già stato installato e impostato automaticamente sul PC.

3) Per avere un’ulteriore conferma, è possibile digitare 127.0.0.1 oppure “localhost” sulla barra degli indirizzi del browser: se verrà caricata la pagina di default di Apache, il server sarà stato installato con successo.

4) Ora è il momento di inserire le nostre pagine HTML, file di immagine, e tutto ciò che desideriamo faccia parte del sito ospitato su onion all’interno della cartella di Apache HTDOCS.

5) La cartella HTDOCS rappresenta la vera e propria “root” del server : aggiungiamo il file index.html del nostro nuovo sito, che verrà mostrato come homepage sia a livello locale che TOR : ricaricando 127.0.0.1 dovremo osservare i relativi cambiamenti.

6) Apache è dotato di un file di configurazione che ci permette di impostare al meglio i parametri del nostro server. Tale file ha nome HTTPD.CONF (all’interno della cartella Conf).

7) Ora dovremo cambiare alcuni valori del file HTTPD.CONF  per far sì che il sito su TOR funzioni : alla riga #Listen dovremo cambiare il parametro di default cancellandolo e riscrivendo: #Listen 127.0.0.1:80 ed alla successiva riga Listen 80.

8) Stessa cosa si faccia per il parametro ServerName, che dovrà essere modificato in localhost:80. Salvare il file modificato ed uscire dalla directory.

9) Ora modificheremo le impostazioni del file TORRC, contenuto all’interno della directory Data\Tor della cartella del browser anonimo scaricato poco fa.

Aprendolo con un comune Blocco Note, aggiungeremo le seguenti istruzioni:

HiddenServiceDir C:\[percorso a scelta]\tor\hidden_service
HiddenServicePort 80 127.0.0.1:80

Dove per “percorso a scelta” intendiamo la cartella dove vogliamo creare, sul nostro PC, la cartella che ospita gli hidden service di TOR.

10) Salvando il file e ricaricando TOR, potremo notare che all’interno della cartella hidden_service si sono formati due file: hostname e private_key.

Aprendo il primo, troveremo il nome di dominio attribuito al nostro sito, generalmente una lunga sequenza di caratteri con suffisso .onion. Questo URL permetterà a chiunque vogliamo di visitare il nostro sito su TOR.

Private_key ed il suo contenuto non devono in nessun caso essere diffusi online.

Private_key infatti è costituita da un file con contenuti criptati che potrebbero smascherare la nostra identità e permettere a chiunque di prendere il nostro posto.

Terminate queste procedure, potremo accedere al nostro sito .onion e diffonderne l’indirizzo.

Nel caso in cui si vogliano apportare modifiche alla pagina web, naturalmente si opererà all’interno della cartella HTDOCS come in un normale server, aggiungendo file html e immagini a scelta.

 


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6 Responses

  1. nicoletta ha detto:

    Grazie, non ho provato ma mi pare molto utile. Se posso approfittare, una volta pubblicato il sito .onion, come diffonderne l’indirizzo?

    • Roberta Betti ha detto:

      Ciao, puoi semplicemente copiare e incollare l’URL ed inviarlo ai tuoi conoscenti oppure pubblicarlo su un tuo sito internet personale sulla clearnet (il Web classico), sui tuoi social, etc. in modo che tutti possano vederlo (naturalmente per visualizzare il tuo sito .onion occorre TOR). Esattamente allo stesso modo in cui diffonderesti un qualsiasi indirizzo di sito Web 😉

  2. anonimo ha detto:

    salve,il mio dubbio è che se questi viene fatto sul mio pc il sito viene hostato sul mio computer!e quindi se spengo il pc e il modem il sito è off. il tutto va fatto su un vps?

    • Costantino ha detto:

      Se lo fai sul tuo PC lo trasformi in un server, quindi ovvio che se spegni il PC il sito va offline.
      Se lo fai su un VPS piuttosto che su uno shared hosting o un dedicated sei sempre online, non devi gestire la macchina – visto che paghi un servizio – ma non sei più tanto anonimo dato che per mezzo della webhouse è possibile risalire a te…e dare dati falsi alla webhouse è un reato.

  3. anonimo ha detto:

    il tutto va fatti da un vps o da un dedicato se vogliamo che il sito sia sempre online.?

  1. 14 giugno 2014

    […] una propria presenza nell’ormai famigerato Deep Web è diventato un must per chi desidera nascondere la propria identità, costruendo un sito […]

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