Amazon Prime Video avvia la concorrenza sul mercato streaming

Amazon Prime Video avvia la concorrenza sul mercato streaming

L’ultima invasione di Amazon nel campo dei diritti tv rappresenta in realtà soltanto l’ultima di una prossima lunga serie che promette di arringare la concorrenza.

E’ stato un investimento da 10 milioni di sterline a stagione che ha permesso agli americani di ottenere i diritti per trasmettere in Gran Bretagna i tornei di tennis maschile.

Rimangono fuori dall’accordo le prove del Grande Slam, dal 2019, contemplati invece :

  • tutti i tornei Masters 1000
  • i tornei Atp 500, inclusi quelli di Monte Carlo, Madrid, Parigi, Miami, Indian Wells e Shanghai, e le Atp World Tour Finals di Londra.

Ad aprile 2016 il precedente storico : un accordo con la NFL per ottenere lo streaming di 10 match di football il giovedì sera. primo grande investimento nel mercato dei diritti tv sportivi fuori dal territorio americano.

Amazon strappa ai concorrenti i diritti tv che erano un esclusiva Sky fino al 2018.

Amazon diviene così il quarto operatore “pay” nel mercato inglese, accanto a Sky, Bt e Discovery/Eurosport.

Abbiamo già parlato del mercato streaming accennando ai concorrenti nel mercato italiano, da Google Video a Netflix fino a Mediaset Premium (ma anche la stessa Sky con Sky go).

Adesso sbarca prepotente anche l’offerta di Amazon Prime, grazie a cui è possibile guardare film e serie TV di successo.

Incluse anche diverse serie Amazon Originali.

Il lancio di Amazon Prime Video prevede 30 giorni gratuiti.

Poi , automaticamente, si passa a EUR 19,99/anno.

Sito e app di Prime Video sono in lingua inglese. Audio o sottotitoli in italiano disponibili per parte del catalogo.

Iscriversi è semplice e, come dicevamo, gratuito.

Basta cliccare al link qua sopra e registrarsi.

La frontiera dello streaming video : il mercato si apre.

Netflix è al momento il numero uno per diffusione mondiale di video in streaming.

Per abbattere la leadership Amazon offre la propria piattaforma in modalità “due servizi ad un costo solo”.

Infatti sempre seguendo la politica di prezzi al pubblico aggressivi, che Jeff Bezos ha da sempre voluto come filosofia per la sua azienda, l’abbonamento annuale di Prime Video è incluso nel costo di Amazon Prime.

Per chi non lo ricordasse Amazon Prime è il servizio che permette una spedizione prioritaria (entro 48 ore) per migliaia di articoli acquistati su piattaforma Amazon  (tra i 57 e 61 milioni gli abbonati al servizio solo negli Usa).

Sono supportati e già pronti centinaia di film e serie TV anche in Ultra HD 4K e HDR , a seconda dei titoli.

La tecnologia adattiva riduce o aumenta la qualità in relazione alle prestazioni della propria connessione.

Altro dettaglio interessante : il monitoraggio del consumo dati.

Gli utenti Prime Video possono monitorare il consumo di dati utilizzati durante lo streaming e il download dei video.

E’ possibile farlo con una scelta tra le diverse impostazioni della qualità di visione :

  • Good (qualità buona)
  • Better (qualità superiore)
  • Best (qualità ottima)

La funzione di controllo dati è molto utile nel caso di utilizzo di una connessione mobile (3G / 4G) che come sappiamo non è mai rilasciata come illimitata dagli operatori, bensì con degli slot di Gigabyte.

Sono pronte le App per smartphone e tablet iOS e Android, tablet Fire e alcuni modelli di Smart TV di LG e Samsung.

Ultimo ma non ultima la possibilità di scaricare tutti i titoli a catalogo su dispositivi mobili, affinchè possano essere per la visualizzabili offline.

La forza finanziaria del gigante di Seattle per imporsi su Netflix.

Come scritto fin dall’inizio si susseguono investimenti milionari per la produzione di film e serie televisive : Netflix ingaggia Brad Pitt, Amazon rilancia con Woody Allen.

Nomi in vetta allo star system per scalare posizioni : va riconosciuto a Netflix di aver modificato il consumo di televisione tradizionale da come eravamo abituati a pensarla.

Dopo iniziali mugugni e proteste da parte di molti puristi di Hollywood, ora in molti hanno compreso che si impone, per l’industria cinematografica, un aggiornamento di modi e modelli di finanziamento e di diffusione.

Esattamente come le major californiane anche Netflix , approfittando di una sostanziale mancanza di concorrenza per molti anni, è stata in grado di diffondersi in circa 190 nazioni.

Diffusione che crea sinergia e un modello di business su larga scala che le permette di ammortizzare gli inevitabili, ingenti costi di produzione e investimenti in tecnologie.

I numeri di Netflix : 100 milioni di abbonati, il 60% da mercati extra-americani.

Uno stato di cose che permette di acquisire diritti non più Paese per Paese, o in fasce territoriali.

Bensì un’acquisto di diritti “globali” insieme ad una partecipazione del 10-15% sul budget di produzione e investimenti che, nel caso ad esempio delle serie, anticipa già l’acquisto per future stagioni.

Si stima che nel 2017 la programmazione originale di Netflix (1200 ore ) costerà 6 miliardi di dollari contro l’investimento di 5 miliardi nel 2016.

Amazon è valutata a Wall Street 380 miliardi di dollari e vanta 18 miliardi di liquidità.

Presenziando al Sundance Film Festival ha acquisito lungometraggi a man bassa.

Come produttore sta rapidamente recuperando sul dominio di Netflix ma , per l’appunto, non solo su film, serie e show televisivi : si muovono gli investimenti su sport e produzioni collaterali.

Ha speso ben 250 milioni di dollari per la messa in onda di 3 stagioni di un nuovo format del programma automobilistico di punta che era della Bbc, Top Gear.

Amazon investe circa 4,5 miliardi in film e serie possano aspirare ad una platea internazionale.

Finanziariamente : due sostenibilità diverse.

Più in dubbio quella di Netflix , che dovrebbe (nelle previsioni) aggiungere 3,2 milioni di abbonati globali nel terzo trimestre 2017.

Abbonati comunque non sufficienti, nella loro interezza, a coprire gli investimenti di produzione : un cash flow sotto di 423 milioni di dollari nel primo trimestre 2017, che raggiungerà meno 2 miliardi a fine 2017.

Amazon invece può contare su flussi di cassa generosi, derivanti fra gli altri dalla divisione “Amazon Web Service” : da sola conta circa 10 miliardi di dollari all’anno.


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