Il mercato è davvero saturo per gli Iphone?

Apple e il tonfo in borsa : il 2 gennaio 2019 sarà ricordata come la data in cui un solo titolo, quello della ipercapitalizzata Apple, ha trascinato a ribasso Wall Street.

Tutto ha inizio dalla trimestrale diffusa che segnala una sensibile riduzione dei ricavi, che vedranno  Apple scendere a 84 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2019.  Gli analisti sanno quanto Apple sia tradizionalmente prudente nelle stime. Ed ecco il motivo del panico da vendite che si è scatenato alla Borsa di New York.

La lettera indirizzata da Tim Cook agli azionisti.

Ammettere in modo trasparente una sottovalutazione della frenata dell’economia cinese, che ha imposto a sua volta una frenata nelle vendite dell’iphone, non ha migliorato il panorama.

La lettera si spinge a confermare che tale frenata è il reale responsabile di “più del 100% di tutte le mancate entrate”.

Tale improvviso cambio di scenario ha portato l’azienda del melafonino a scendere, nel giro di pochi mesi, al quinto posto fra le aziende più capitalizzate a Wall Street, lasciando quindi la prima posizione ricoperta per molto tempo.

Mercato e Focus sui prodotti Apple.

Si calcola che la Grande Cina rappresenti più o meno il 15% delle sue entrate a livello globale. E questo è il primo problema di un’azienda globale. Un’incidenza del genere di fronte al rallentamento di un mercato di riferimento, può far male.

Poi vi è il secondo problema che si è procrastinato in questi anni di crescita vertiginosa : il prodotto iPhone rappresenta circa il 60% delle vendite di Apple. Questo significa affidare ben oltre la metà delle sorti di un’azienda di queste dimensioni ad un singolo prodotto. Con i rischi che ne conseguono in caso di battute d’arresto.

E sembra proprio essere ciò che sta capitando con gli Iphone.

Una volta che le autorità hanno fatto luce sulla tecnica scorretta dei costruttori per garantire un ricambio del venduto e quindi un giro d’affari circolare. Costringendoli quindi ad accantonare (forse) la cosiddetta obsolescenza programmata , il problema si presenta puntuale.

Quello di un mercato sempre più saturo, oltre che competitivo.

Ma c’è anche chi ipotizza che in realtà si tratti di un primo risultato della guerra commerciale fra USA e Cina, a partire dai dazi imposti dal presidente Trump e a cui la Cina ha risposto in modo uguale e contrario. Ma tale “guerra”, fortunatamente ben meno cruenta delle guerre vere,  starebbe anche generando il rallentamento dell’economia cinese.

La natura della produzione Apple.

Un doppio problema insomma, certamente una forte influenza e non certo un male incurabile.

Alcune stime aggiornate al primo quadrimestre del 2018 confermano la preponderanza di iphone fra le vendite di Apple, e che l’elemento successivo nella scala delle vendite in ordine di fatturato, sono i servizi : a partire dal cloud (ITunes) e dall’assistenza.

Certamente un ottimo modo di diversificare il business, essendovi fra l’altro sempre più necessità di piattaforme di back up per la mole enorme e di dati contenuti nei devices venduti a livello globale.

Si pensi che fra questi ultimi il secondo in numero di pezzi è l’ipad, mentre il terzo è il Mac, nonostante i  Mac rappresentino una fetta di fatturato più ampio a fronte di un prezzo al pubblico ben maggiore. Ma comunque ben lontana dal volume degli iphone.

Rimane insomma da comprendere, a mio modo di vedere, quanto Tim Cook saprà tirar fuori la nave dalla tempesta, dirottando sapientemente su mercati meno turbolenti (ce ne sono oggi?) facendo leva su prodotti nuovi e diversi (abbandonando la preponderanza di Iphone fra le vendite).

Oppure semplicemente governando una moderata decrescita felice, consapevoli che gli exploit di fatturati sorretti da un solo prodotto, per quanto di formidabile successo, non sarebbero potuti durare per sempre.

 

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