Pericoli e rischi connessione internet smartphone vulnerabile a hacker

Pericoli e rischi connessione internet smartphone vulnerabile a hackerSapevate che la connessione internet smartphone e telefono non è sicura? Uno studio spiega pericoli e rischi che la rendono vulnerabile a hacker e sniffer.

Firewall degli operatori mobile a rischio attacchi

Spesso si tende a pensare ai network mobile come ad una versione semplificata delle più conosciute reti WAN (prima tra tutti, Internet stessa).

In realtà non è così, come testimoniato da uno studio effettuato negli USA, in cui viene dimostrato che le reti cellulari ospitate dai più famosi provider come dai concorrenti minimi sono tutt’altro che invulnerabili ad attacchi specifici.

In particolare, i firewall utilizzati da queste companies rappresenterebbero un vantaggio ed un vero e proprio trampolino di lancio per ogni hacker che desiderasse intromettersi ed alterare il traffico effettuato tra client e server, iniettando codice malevolo e sniffando i dati degli utenti ignari.

Alcune lacune di sicurezza vengono sempre più sfruttate per dirottare il traffico verso siti di phishing, dove il furto delle credenziali è all’ordine del giorno; oppure possono essere sfruttati i servizi SMTP (relativi alla gestione email lato server) per inondare gli utenti di spam mail, alcune delle quali dai propositi molto chiari, ad una attenta analisi: sostituirsi all’utente in tutto e per tutto.

Lo studio americano in questione rivela inoltre come sia possibile modificare i pacchetti TCP, indispensabili per la transizione delle informazioni, in modo da alterarne il normale flusso.

La credenza secondo cui le comunicazioni via cellulare acquisiscano un maggiore grado di controllo o sicurezza viene dunque sfatata, e soprattutto è in grado di funzionare a prescindere dal tipo di tecnologia utilizzata nella protezione.

L’esecuzione di software remoto, ora reso possibile dalla diffusione degli smartphone, è inoltre la seconda faccia della medaglia dello stesso problema occorso ai firewall: nello studio è stato citato un operatore di larga fama quale AT&T, perciò non è da mettere in discussione l’idea che le vulnerabilità software e firewall siano ampiamente diffuse anche in Europa e conseguentemente in Italia.

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