The Day We Fight Back: protesta online contro l’autoritarismo digitale

The Day We Fight Back: protesta online contro l'autoritarismo digitaleVediamo quale è stato il significato della protesta online chiamata “The Day We Fight Back” contro l’autoritarismo digitale e a favore della libertà di circolazione dei dati.

The Day We Fight Back: storia e significato della protesta cybernetica

Dagli anni 2000 in avanti, la protesta online, spesso sotto forma di attacchi Denial Of Service, ed altri strumenti volti a limitare l’efficacia e l’erogazione dei contenuti dei siti ritenuti eccessivamente restrittivi nei confronti della società ha ottenuto nuove forme, sia online che nelle proteste pubbliche, come l’esempio di Anonymous ha dimostrato.

Si è tenuta in febbraio in particolare, per quanto riguarda il 2014, l’evento “The Day We Fight Back”, giornata dedicata al recupero, non solamente simbolico, delle libertà digitali e personali che parzialmente sembra siano andate perdute con l’intromissione dei programmi spionistici della NSA americana.

Numerose piattaforme del Web, tra cui Mozilla, ed associazioni digitali tra cui Electronic Frontier Foundation, Fight for the Future, Open Media e numerose altre, hanno coinvolto un elevato numero di siti nel tentativo di ospitare dei banner che invitino i cittadini ad inviare mail di protesta, auspicando che censure e controllo dei flussi di dati sull’intera rete Internet vengano finalmente messi al bando.

La manifestazione virtuale è stata un tentativo, inoltre, di ricordare Aaron Swartz, un pioniere dell’attivismo digitale, costretto a togliersi la vita dopo aver scaricato circa cinque milioni di documenti scientifici appartenenti al noto MIT e ad altre istituzioni tecnologiche.

La lotta per un’Internet libero si congiunge quindi alle manifestazioni a favore della libertà di circolazione dei dati, fatto che è sempre stato a cuore al gruppo hacktivist Anonymous, assieme alla figura di Swartz.

Un’occasione, dunque, per affermare un sentito “no” all’autoritarismo digitale, rievocando l’importanza dei Creative Commons, della libera circolazione e distribuzione del sapere, assieme alla tutela della privacy online.

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