Il web anticipa gli eventi?

Si possono “misurare”, attraverso ciò che gira in rete, i sentiment delle persone, le scelte che saranno prese dai politici e dagli elettori?

Il web può rappresentare un po’ una novella sfera di cristallo che tutto prevede?


Prima di qualche appuntamento elettorale siamo soliti affidarci ai sondaggi per capire dove tira il vento, chi si trova in vantaggio, quale forza politica riscuote più o meno consenso nella popolazione. In realtà spesso lo si fa anche in merito ad una sola questione, come può essere ad esempio l’essere favorevoli o meno all’uscita dall’Europa.

Negli ultimi tempi abbiamo visto che i sondaggi, talvolta, possono essere fallaci: è accaduto ad esempio nel 2013, con il centrosinistra di Bersani dato vincitore con almeno 4-5 punti percentuali.

Sappiamo tutti com’è andata…

Al contrario, alle europee del 2014 tutti immaginavano un trionfo del Movimento 5 Stelle ed è invece arrivato il 40,8% del Partito Democratico.

E lo stesso è accaduto nelle ultime elezioni USA, che hanno visto la vittoria (non attesa) di Donald Trump.

Eppure, alcuni analisti che studiano a fondo il web riescono sempre a capire dove va l’inerzia del popolo.

E le loro previsioni sono quasi sempre fondate.

Come è accaduto proprio negli Stati Uniti d’America in occasione delle ultime elezioni presidenziali: tutti i sondaggisti davano per vincente Hillary Clinton.

Tutti, tranne MogIA, un’intelligenza artificiale sviluppata da Sanjiv Rav, fondatore della startup di Mumbai (India) Genic.ai.

Alla piattaforma in questione è bastato seguire i comportamenti dei cittadini americani sui social network più famosi: Facebook, Twitter, Youtube su tutte.

Il trend era apparso subito molto chiaro, anche perchè, secondo Rav, il candidato che ottiene più coinvolgimento sulle piattaforme internet riesce a poi a trionfare nelle elezioni.

“Se Trump dovesse perdere – disse Rav alla CNBC – smentirebbe per la prima volta un trend che osserviamo da 12 anni”.

E infatti il tycoon non ha perso: il suo tasso di coinvolgimento online risultava essere addirittura superiore del 25% rispetto a quello conquistato da Barack Obama nel 2008, alla vigilia della sua prima vittoria elettorale.

“MogIA – spiega ancora Rav – impara dall’ambiente che analizza, sviluppando da sola le proprie regole”.

Veniamo a noi, all’Italia.

sfera-di-cristalloNell’ultimo referendum sulla riforma costituzionale Renzi-Boschi è accaduto qualcosa di molto simile: le società che analizzano gli umori della Rete avevano immaginato una forbice piuttosto ampia tra il NO (vincente) e il SI’.

Secondo Andrea Melegari, vicepresidente di Expert System (società che disegna scenari monitorando con algoritmi di intelligenza artificiale le parole più usate su Twitter), era evidente un’impennata negli ultimi giorni a favore del NO, dopo un testa a testa che si era protratto per settimane.

“I sostenitori del SI’ sono stati meno incisivi, su Twitter è stato chiaramente un voto di pancia, trascinato soprattutto dal Movimento 5 Stelle”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Reputation Manager, società che si occupa dell’analisi della reputazione on line di privati e brand: anche per loro era evidente la preponderanza di posizioni schierate sul NO sui vari social network.

Addirittura il 71% dei commenti, secondo i calcoli di Reputation Manager, erano vicini al NO.

“Si sono contrapposte due tipologie di campagne – ha spiegato l’amministratore delegato, Andrea Barchiesi – quella del governo molto istituzionale, con tanta presenza televisiva e opuscoli inviati a casa degli elettori. Dall’altra parte c’è stata invece una corrente popolare più disorganizzata ma rabbiosa”.

 

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