Il Blog di Beppe Grillo : evoluzione di un fenomeno

In questo post affrontiamo un reportage puntuale e completo della nascita, la crescita e i risvolti politico sociali di un fenomeno del web.

Il blog di Beppe Grillo nasce nel 2005.

Per diverso tempo è stato teatro di frequentazione di (letteralmente) milioni di persone, divenendo a pieno titolo uno dei Blog più visitati al mondo, e tra i primi in assoluto nel nostro Paese.

Da una ricerca del Corriere commissionata a Demoskopea e comScore nel 2012, emerge che i lettori del Blog siano “maschi, adulti e residenti al Nord”.

Anche Dagospia ci ha dato dentro con questo articolo del 2015, in cui si muovono critiche in punta di fioretto con critiche e riflessioni sui fondatori.

All’inizio la politica non era il fulcro del blog, anche se tramite la community dei lettori aveva promosso iniziative legate alle liste civiche. Un esempio era stato la Lista Amici di Beppe Grillo.

Nel 2009, in occasione della collaborazione con l’imprenditore Gianroberto Casaleggio, si dà vita ad un movimento politico. Questo prende il nome di Movimento 5 Stelle, del quale Grillo si assume il ruolo di ‘garante’.

Inizialmente si dichiara sostenitore del movimento, ma non ne rivendica la guida come capo del partito, rimanendo sempre in ombra, lasciando dubbi costanti su chi fosse davvero alla guida.

Nel 2013 è indicato Grillo come unico capo del movimento 5 stelle.

In quell’anno, in occasione delle elezioni politiche, il movimento tutto è sospinto da una fortissima critica, pacifica e rivoluzionaria, nei confronti del potere.

Spinto da più parti con dure critiche verso l’opacità dei bilanci e dei ricavi pubblicitari del blog, nel 2013 viene pubblicato un post dallo staff del blog.  Post in cui si evidenzia che il blog non si avvale di finanziamenti pubblici come altri organi di stampa (pur rivendicando di non essere un organo di stampa).

La pubblicità è necessaria al sostentamento della struttura che tiene in piedi il blog.

Ma anche questo è motivo di critica : la Casaleggio e Associati è sostanzialmente una web agency di Milano fondata nel 2004 che (Gianroberto insieme al figlio Davide) dall’anno 2005 tira le fila del blog e ne copre eventuali spese in rosso. Rimettendoci con i propri bilanci.

Ma le esperienze della Casaleggio si allargarono anche alla cura del blog di Antonio di Pietro, divenne fulcro di studi e  convegni sull’e-commerce. Casaleggio padre ricopre gratuitamente anche un incarico di consigliere dell’allora Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro.

Aldilà di bilanci e incassi : in molti da tempo si chiedono se tutta l’azione che ha portato alla fondazione di un movimento, sia dettata da nobile spirito civico e/o di patria, o altro.

Un movimento che, a sorpresa, riscuote molti consensi.

Sia come sia, la forte attenzione al movimento si percepiva già  attraverso il blog di Beppe Grillo. Nessuno però immaginava che, alla prima candidatura ufficiale alle politiche, riscuotesse tanto successo.

Questo dimostra, una volta di più,  quanto la rete abbia una potenzialità straordinaria su aggregazione e coinvolgimento delle masse popolari.

Il Movimento 5 Stelle e contestualmente il blog di Beppe Grillo, sono divenuti due fulcri della scena politica italiana. Da un punto di vista di critica aspra, opposizione dura ed enorme voglia, da parte dei sostenitori, di vedere rilanciato il proprio Paese.

Non vi è dubbio che nella sua conformazione, l’esperienza del movimento sia oggetto di discussioni accese. I riflettori puntati convergono sulle riflessioni : si tratta di un’oligarchia o di una seria operazione di  democrazia dal basso ?

Il blog e il movimento rappresentano un fenomeno del web.

Hanno cambiato il modo di vedere la politica, e come avvicinarsi alla stessa. Come se la Rete avesse abbattuto il muro e le distanze tra il popolo e la politica reale, donando la possibilità di partecipare dal basso alla vita politica.

È stato centro di riflessione e di risveglio culturale. Ha innegabilmente scosso tutto l’ambiente politico, dimostrando che non è come si pensava : la gente si interessa ancora a ciò che accade nel proprio Paese e della politica stessa. Trovando nel movimento gli spazi giusti per farsi sentire.

Nel corso degli ultimi 2 anni, la scomparsa dei riferimenti nel Movimento 5 Stelle, per molti commentatori rischiava di indebolire il movimento tutto.

Prima la prematura scomparsa di Gianroberto Casaleggio, nell’aprile 2016, fu un colpo duro. L’ideologo dietro le quinte, dai modi schivi e forse per questo (agli occhi di molti) paradossalmente ambiguo.

Poi l’allontanamento di molti eletti della prima ora : dal primo eletto di peso a sindaco di Parma, Pizzarotti, costretto a lasciare il movimento dall’ortodossia del regolamento. E fu solo il primo di una lunga serie di “depuratio” per mantenere la ferrea integrità del movimento. Molti parlamentari della legislatura conclusa a inizio 2018 furono oggetto di estromissione.

Successivamente il restyling del blog, che non rimanda più ai colori e alla simbologia del movimento (guai a chiamarlo partito). Poi un rallentamento progressivo della partecipazione di Beppe Grillo, che appare come una sorta di distacco ufficiale dalle faccende del movimento stesso.

La primavera politica del marzo 2018 : nascita della terza repubblica?

In realtà ben presto si comprenderà quanto la lontananza del garante numero uno sia dovuta alla necessità di far crescere il movimento con le sue gambe. Mentre Beppe Grillo riscopre i tour nei teatri per tornare , da buon genovese attento anche alle proprie finanze, a batter cassa ai botteghini con spettacoli della solita fulminante sagacia.

Tagliando così il cordone ombelicale di una dipendenza comunicativa, nella speranza di assicurare al movimento un futuro di vita propria, con la formazione di una classe dirigente.

Dirigenza che, con la vittoria alle elezioni del 2018 , è messa alla prova di un governo di difficili lunghe prospettive, vista la fragile maggioranza non maggioranza su cui potrà contare.

Inoltre non è trascurabile la critica di incompetenza che sorge da più parti, verso persone che hanno zero esperienza in politica, e talvolta scarsa esperienza nel mondo del lavoro o con un percorso di studi ritenuti non  all’altezza del compito.

…E tutto questo è partito da un Blog.

In fondo ormai un sito web o un blog rappresentano in tutto e per tutto un “media”. Come tale un potere di influenza o moral suasion può esserci. Il coinvolgimento di cui parlavamo poco fa, ha finito per stravolgere (lentamente, ma nemmeno poi tanto) gli assetti istituzionali di una nazione non secondaria come l’Italia.

Il tempo ci dirà se questo stravolgimento sia positivo o meno.

Di sicuro oggi va analizzato, soppesato e metabolizzato l’impatto che il web ha, prima o poi, sui cittadini tutti.

Nel bene : come questo esempio di democrazia partecipata moderna criticabile, d’accordo, ma di democrazia si parla.

E, talvolta, meno bene : vedi (solo un esempio) l’annoso dibattito sui vaccini si / vaccini no. Ma questa è un’altra storia da approfondire nei prossimi mesi con un (potenziale) avvento di un governo a 5 stelle.