Il mondo delle web radio italiane

Dalla liberalizzazione del settore radiofonico dei primi anni settanta ad oggi le metodologie di ascolto nei confronti di questo media sono profondamente cambiate.

Appare ormai chiaro come l’interazione in costante crescita fra utenti e media abbia spalancato la strada alle web radio. Queste sono divenute oggi un interessante fenomeno, anche in Italia ormai da qualche anno.

Le prime web radio italiane compaiono alla fine degli anni novanta, dopo che incessanti richieste di riconoscimento legale furono respinte per parecchio tempo. L’auto rimarrà ancora il luogo preferito per l’ascolto in FM, ma le abitudini sono destinate a cambiare.

L’ascolto di web radio tramite app e smartphone.

La nota piattaforma Spreaker, per esempio, permette infatti di avviare una web radio in pochi semplici passi utilizzando pochissimi strumenti. Basterà infatti scaricare l’applicazione proprietaria e avviare la registrazione col tasto REC.

Terminata la diretta il contenuto trasmesso diventa in automatico un podcast da condividere sui social e su altre piattaforme di ascolto.

Pur se la tecnologia corre in aiuto della causa non tutto è così scontato dal punto di vista legislativo e delle forme di tutela del settore web radio. Tuttavia SIAE regolamenta ogni web radio che volesse utilizzare opere tutelate dal diritto di autore in seguito alla stipula di un contratto dedicato.

Anche SCF (Società Consortile Fonografici) regolamenta le web radio nello stesso modo messo in pratica da SIAE.

La spinosa tematica dei finanziamenti per le web radio.

Proprio SIAE suddivide le web radio in amatoriali, istituzionali e commerciali.

Tale suddivisione prevede che le prime e le seconde non possono avere alcuna forma di pubblicità, remunerativa o gratuita, nemmeno all’interno del proprio sito web. In questi casi l’unica via rimane purtroppo quella dell’autofinanziamento.

Pare che i rilevamenti effettuati in Italia nel 2013 abbiano evidenziato la presenza di più di 200 web radio attive, con ottimi valori di ascolto. Ovviamente nel 2018 le cose sono notevolmente evolute, con un numero ben maggiore di emittenti attive.

Questi dati si intendono esclusi dalle sempre più diffuse web radio tematiche facenti parte delle emittenti già operanti in FM.

I dati di ascolto delle web radio.

Vi sono rilevamenti dei dati di ascolto delle web radio aggiornati  da radiostat.it , che pubblica anche i dati di trimestre in trimestre.

Nel secondo trimestre del 2018 ad esempio si evidenziano migliaia di utenti e centinaia di radio free. Un mondo amatoriale e di libera espressione artistico musicale, tutto da scoprire.

 

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