Storia di Twitter : che fine aveva fatto la cessione a Disney?

Davvero strano destino quello di Twitter. Quotidianamente in cima alle cronache di tutto il mondo per l’uso che potenti e famosi ne fanno, soprattutto per comunicare in modo diretto e senza filtri con elettori e fan.

Eppure l’eterno contendente di Facebook sta vivendo un momento molto delicato, con conti che non tornano e un modello di business ancora distante dall’esser redditizio.

Ha fatto il suo ingresso all’inizio del 2013 a Wall Street, accolto da entusiasmo e un pricing di 26 dollari, diventati 44,9 dollari ad azione già alla fine della prima giornata.

La quotazione di Twitter : un minirecord che si è frantumato 3 anni e mezzo dopo.

Infatti a settembre 2016 il titolo era già quotato a meno di 19 dollari.  Per avere un’idea più chiara : il titolo ha “cinguettato” su massimi di 65 dollari, quindi perdendo il 71%.  Mentre la quotazione aggiornata al 7 settembre 2018 è di 30,49 dollari : un po’ del terreno perduto è stato recuperato.

Era passato solo un anno da quando Jack Dorsey tornò amministratore delegato con lo scopo di salvare la società che aveva contribuito a fondare. Forse sulla speranza che potesse ripetersi l’alchimia creatasi dopo il ritorno di Steve Jobs ad Apple.

La figura di Dorsay e i pagamenti via smartphone

jack dorseyChe Dorsay non sia Jobs dovrebbe esser chiaro a tutti.  Nato nel 1976, di origini italiane di madre.

Informatico indicato nel recente passato fra i 35 maggiori innovatori under 35 al mondo.

Nel 2000 fonda Twitter, attratto dall’idea della comunicazione “Short”, come fosse un sms inviato al mondo, in quanto lo scopo era condividere pensieri e parole con il mondo, in un formato rapido e immediato.

Azienda lasciata abbastanza presto , facendo una scelta di rinuncia al lavoro per godersi la vita, fra due sue passioni che a quanto viene riferito sono lo yoga e il fashion design.

Il modello di business : l’idea di Twitter non si fondava ne contemplava modi di guadagno.

Una volta fuori da Twitter non si è fermato, e ha creato “Square”, azienda che promuove i pagamenti via smartphone.  A tuttoggi a San Francisco sono a conoscenza del doppio ruolo del Capo.

Dorsey si divide equamente fra i due “figli” tecnologici, e questo può darsi che faccia storcere il naso a qualcuno, anche più di quanto possa fare l’esser stato definito “imprenditore di talento” dal consiglio di amministrazione della Disney all’atto della sua nomina a consigliere del board, spiegando così l’arruolamento di una figura con un’esperienza allineata alle “priorità strategiche” dell’azienda.

Nick Bilton, nel libro «Hatching Twitter» racconta che Dorsey  era il solo, fra i fondatori di Twitter, a conquistarsi le copertine dei giornali.

Quindi gli rimaneva da dimostrare (come Jobs) di non esser solo fumo.

Per sopravvivere e ritentare la crescita di utenti e attenzione, Twitter cambia.

E lo fa con una modifica radicale, a fine 2017, allo status che nel tempo ne ha fatto la fortuna : se finora erano 140 caratteri , d’ora in poi diverranno 280.

Twitter quindi raddoppia : messaggi più lunghi per esprimere il proprio pensiero.

Potremmo asserire che Twitter è stato, nella storia (tutta recente) del web, il secondo social media in ordine di acquisizione di importanza e onori delle cronache, dietro Facebook.

confronto facebook twitterOggi surclassato in termini di numero di utenti da Instagram , rimane certamente il più usato da personalità politiche per comunicare direttamente il proprio pensiero a cittadini ed elettori (la si veda come vuole) senza il filtro della stampa.

I messaggi sono i tweet, ovvero i cinguettii che prevedono una sintetica espressione del proprio pensiero, proprio perchè con un limitato numero di caratteri.

La società, con sede a San Francisco , lo aveva già annunciato a fine settembre, ed ora è realtà.

Un cambiamento epocale per Twitter, non c’è dubbio.

Erano in parecchi a lamentare la limitazione dei caratteri come un limite al pensiero di chi lo esprime ma lo costringe anche ad un “taglia e cuci” per star nei limiti concessi.

E questo è sempre stato un elemento che ha generato disaffezione per molti limitandone la crescita.

L’appartenenza di Jack Dorsey al consiglio di amministrazione di Walt Disney non gli permise di mantenere la neutralità necessaria.

Già perchè l’ipotesi fu proprio quella di cessione al gruppo del grande Walt, a seguito dell’interesse mostrato per rilevarne le attività. Un po’ perchè la casa di Topolino vorrebbe concedersi uno sbarco, più volte rincorso, sui new media del web, mancando ancora di una presenza di primo piano.

Fatto sta che poi non se ne fece nulla : nè Google, nè Disney, hanno acquisito Twitter.

Persino Google, che aveva mostrato segnali di interesse e avrebbe giovato maggiormente dall’acquisizione, ha poi tradotto in fatti i rumors.

E il Social è rimasto appeso ad una fase di limbo, sia industriale che azionario, che è risultato necessario per comprendere come crescere, e cosa essere.

I problemi in cima ai pensieri del management di Twitter sono 2.

  • Arruolare utenti
  • Creare interazione
  • Generare profitti

Se gli utenti, o il coinvolgimento, non aumentano (sembrerebbe infatti che gli utenti attivi siano una minima parte) il futuro rimane incerto.

Andando a scavare fra i dettagli aziendali aggiornati è interessante notare come il numero di utenti di Twitter sia diminuito arrivando a 335 milioni (dai 336 milioni del trimestre precedente) sia pur al di sopra dei 326 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso.

Twitter è impegnato nell’eliminazione di profili falsi, pertanto gli utenti potrebbero calare ancora.

I conti dell’azienda invece vedono, da aprile a giugno 2018, ricavi in crescita del 24% sul 2017 (a 711 milioni di euro) e un utile netto di poco più di 100 milioni di dollari.  L’utile è il terzo trimestrale positivo consecutivo messo a segno da Twitter : buon segno.