Storia di Twitter : to be continued…

Davvero strano destino quello di Twitter.

Quotidianamente in cima alle cronache di tutto il mondo per l’uso che potenti e famosi ne fanno, soprattutto per comunicare in modo diretto e senza filtri con elettori e fan. Eppure l’eterno contendente di Facebook vive a fasi alterne momenti delicati, seppure i conti dell’azienda migliorano nettamente rispetto al passato.

Ha fatto il suo ingresso all’inizio del 2013 a Wall Street, accolto da entusiasmo e un pricing di 26 dollari, diventati 44,9 dollari ad azione già alla fine della prima giornata.

La quotazione di Twitter : un minirecord che si è frantumato 3 anni e mezzo dopo.

Infatti a settembre 2016 il titolo era già quotato a meno di 19 dollari.  Per avere un’idea più chiara : il titolo ha “cinguettato” su massimi di 65 dollari, quindi perdendo il 71%.  Mentre la quotazione aggiornata al 7 settembre 2018 è di 30,49 dollari : un po’ del terreno perduto è stato recuperato.

Ad aprile 2019 si attesa a poco meno di 35 dollari.

La cura lenta e inesorabile di Jack Dorsey, il cofondatore tornato al timone (dopo aver lasciato spazio ai manager) con lo scopo di salvare la società, sembra stia funzionando.

In un recente testo indirizzato alla SEC (l’organo di controllo di Wall Street) spiega che “a dismostrazione del suo impegno e della sua fiducia che Twitter possa generare valore nel lungo periodo – Dorsey – ha rinunciato a tutti i compensi e i bonus nel 2015, 2016, 2017 e 2018, ad eccezione di un salario di 1,40 dollari“.

1-4-0 … un simbolo in omaggio ai 140 caratteri di Twitter.

La figura di Dorsay e i pagamenti via smartphone

jack dorseyChe Dorsay non sia Steve Jobs è ormai chiaro a tutti.  Nato nel 1976, di origini italiane di madre.

Informatico già indicato in passato fra i maggiori innovatori under 35 al mondo.

Nel 2000 fonda Twitter, attratto dall’idea della comunicazione “Short”, come fosse un sms inviato al mondo, in quanto lo scopo era condividere pensieri e parole con il mondo, in un formato rapido e immediato.

Azienda lasciata abbastanza presto, facendo una scelta di rinuncia al lavoro per godersi la vita, fra due sue passioni che a quanto viene riferito sono lo yoga e il fashion design.

Il modello di business.

L’idea di Twitter non si fondava ne contemplava modi di guadagno.  Una volta fuori da Twitter, Dorsey non si è fermato e ha creato “Square”, azienda che promuove i pagamenti via smartphone.

A San Francisco sono a conoscenza del doppio ruolo del Capo.

Dorsey si divide equamente fra i due “figli” tecnologici, e questo può darsi faccia storcere il naso a qualcuno, anche più di quanto possa fare l’esser stato definito “imprenditore di talento” dal consiglio di amministrazione della Disney all’atto della sua nomina a consigliere del board, spiegando così l’arruolamento di una figura con un’esperienza allineata alle “priorità strategiche” dell’azienda.

Nick Bilton, nel libro «Hatching Twitter» racconta che Dorsey  era il solo, fra i fondatori di Twitter, a conquistarsi le copertine dei giornali.

Quindi gli rimaneva da dimostrare (come Jobs) di non esser solo fumo.

Twitter cambia.

Per sopravvivere e avviare la crescita di utenti, il social ha avviato, a fine 2017, una modifica radicale allo status che nel tempo ne ha fatto la fortuna : se in passato erano 140 caratteri , ora sono 280.

Messaggi più lunghi per esprimere il proprio pensiero.

Potremmo asserire che Twitter è stato, nella storia (tutta recente) del web, il secondo social media in ordine di importanza, se non altro per le citazione nelle cronache quotidiane.

confronto facebook twitterOggi surclassato in termini di numero di utenti da Instagram, oltre che dal Facebook ancora massimo rappresentante della categoria, rimane certamente il più usato da personalità politiche per comunicare direttamente il proprio pensiero a cittadini ed elettori (la si veda come vuole) senza i filtri della stampa.

I messaggi sono i tweet, ovvero i cinguettii che prevedono una sintetica espressione del proprio pensiero, proprio perchè limitato entro un numero di caratteri.

Un cambiamento epocale per Twitter, non c’è dubbio.

Erano in parecchi a lamentare la limitazione dei caratteri come un limite al pensiero di chi lo esprime ma lo costringe anche ad un “taglia e cuci” per star nei limiti concessi.

E questo è sempre stato un elemento che ha generato disaffezione per molti limitandone la crescita.

Nè Google, nè Disney, acquisiscono Twitter.

L’appartenenza di Jack Dorsey al consiglio di amministrazione di Walt Disney non gli permise di mantenere la neutralità necessaria.

Già perchè l’ipotesi fu proprio quella di cessione al gruppo del grande Walt, a seguito dell’interesse mostrato nel rilevarne le attività. La casa di Topolino non disdegnerebbe uno sbarco, più volte rincorso, sui new media del web (mancando ancora di una presenza di primo piano).

Poi non se ne fece nulla.

Persino Google, che aveva mostrato segnali di interesse e avrebbe giovato maggiormente dall’acquisizione, ha poi tradotto in fatti i rumors.

E il Social è rimasto appeso ad una fase di limbo, sia industriale che azionario.

Come crescere? Che direzione prendere?

I problemi in cima ai pensieri del management di Twitter sono 2.

  • Arruolare utenti
  • Creare interazione
  • Generare profitti

Se gli utenti, o il coinvolgimento, non aumentano (sembrerebbe infatti che gli utenti attivi siano una minima parte) il futuro rimane incerto.

Andando a scavare fra i conti è interessante notare come il numero di utenti di Twitter fosse a 335 milioni a metà 2018, in calo costante fino ad arrivare ad un numero di 321 milioni (calcolo degli utenti mensili) 9 milioni in meno rispetto al 2017 e 5 milioni in meno rispetto al terzo trimestre.

Gli utenti giornalieri invece nel quarto trimestre 2018 sono stati 126 milioni, il 9 per cento in più del 2017.

A onor del vero Twitter è costantemente impegnato nell’eliminazione di profili falsi, pertanto gli numero di utenti potrebbe ancora subire contraccolpi.

I conti dell’azienda invece vedono, da aprile a giugno 2018, ricavi in crescita del 24% sul 2017 (a 711 milioni di euro) e un utile netto di poco più di 100 milioni di dollari.  L’utile è il terzo trimestrale positivo consecutivo messo a segno da Twitter

Mentre i conti economici relativi al quarto trimestre del 2018 sono stati molto positivi. Tra ottobre e dicembre ha realizzato un fatturato di 909 milioni di dollari (il 24 per cento in più rispetto al 2017), con un utile netto di 244 milioni di dollari (215 milioni di euro).

Era l’atteso buon segno che la cura Dorsey sta funzionando.
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