Ricavi pubblicitari sul web crescono impetuosamente

 

I Big five dell’american Tech ormai li conosciamo : Google, Microsoft, Apple, Facebook, Amazon.  C’è un elemento che negli ultimi anni caratterizza e accomuna e di loro. La crescita esponenziale non conosce freno in ambito pubblicitario per Amazon, Facebook e Google.

Fino ad uno o due anni fa erano soprattutto Google e Facebook a spartirsi la torta dei ricavi da pubblicità on line nel mondo.

Proprio nello stesso periodo è velocemente e prepotentemente entrata in scena anche Amazon. Che come da suo stile impone la sua presenza ai competitor.

Amazon consolida il suo ruolo nel mercato pubblicitario.

Chi pensava che Amazon potesse essere concentrata sulle vendite dirette di prodotti e servizi, come da tradizione, si sbagliava.  Il gigante di Seattle ha raddoppiato (e oltre) i propri fatturati pubblicitari nel primo trimestre 2018.

E non stupiamoci : il suo segmento in più rapida ascesa è proprio quello pubblicitario :  2,03 miliardi di dollari con un aumento del 139% sullo stesso trimestre del 2017.

L’anno scorso aveva raggiunto entrate pubblicitarie per 580 milioni di dollari, con un aumento del 60% rispetto al 2016.

Insomma : una crescita esponenziale come dicevamo.  E degli incrementi impetuosi anno su anno.

Fra i motori del traino vi sarebbe al centro una serie di accordi stretti con molte Aziende e Agenzie di raccolta, oltre ad una semplificazione dell’uso della Ad Platform.

Facebook mette a segno 11,8 miliardi di ricavi (+50% sul 2017)

Il fatto che sia al centro del ciclone di polemiche su violazione della privacy e scorretto trattamento dei dati non frena l’avanzata.

Il social n.1  ha chiuso al 31 di marzo con un incasso in crescita del 50% rispetto a 7,86 miliardi del 2017.

E nonostante il momento critico dell’azienda, anche dopo la comparizione di Zuckerberg di fronte al congresso con le scuse ufficiali per quanto accaduto, gli utili trimestrali di Facebook crescono a 5 miliardi di dollari (contro i 3,06 miliardi del 2017, balzando a +63%).

Tutto questo mentre è partito l’invito di molti, anche personalità di spicco, a cancellarsi dal Social, con la campagna avviata su Twitter :  #deleteFacebook.

Ironia della sorte : gli utenti attivi mensili sono stati 2,2 miliardi, in crescita sui 2,13 miliardi di fine 2017 e 70 milioni di utenti mensili in più.  Su base giornaliera invece i fedelissimi sono cresciuti del 13% , a  ben 1,45 miliardi di persone.

Alphabet incrementa i ricavi a 31,15 miliardi, con utili pari a 9,4 miliardi di dollari.

La holding delle attività che ruotano attorno al mondo di Google,  ha fatto registrare invece un aumento del 26% sui ricavi del primo trimestre 2017, che si erano attestati su 24,75 miliardi.

Se entriamo nei dettagli scopriamo che i ricavi pubblicitari si sono attestati a 26,64 miliardi, in forte rialzo dai 21,41 miliardi dell’anno prima. Naturalmente si contemplano i click del motore di ricerca.  Ma anche di Gmail, YouTube, e della galassia che ruota attorno a Big G, che è cresciuta del 59% su base annua e dell’8% su base trimestrale.

Interessante constatare come tutto ciò sia avvenuto pur a fronte di un costo per-click sceso del 19% annuo e del 7% trimestrale sui portali di Google.

Eppure c’è un però. L’arrivo in Europa del GDPR e dei relativi adeguamenti del mercato potrebbe spingere molti europei a proteggersi dalla visione delle inserzioni che si nutrono dei cookies.

La mancanza di accesso ai dati di navigazione dei siti recentemente visitati dall’utente potrebbero impattare in modo non indifferente sui ricavi di un metodo pubblicitario. Intendiamo quello di Google, che sposa questa filosofia da tempo.

L’amministratore delegato Pichai però minimizza il problema e il management segnala che la forte crescita consente al gruppo di investire in nuove sfide con maggior slancio.  Dalle auto a guida autonoma fino agli investimenti come il più recente in Uber.

I ricavi pubblicitari on line a livello globale.

Va detto che i ricavi dell’advertising on line, fra il primo trimestre 2018 e il primo trimestre 2017, crescono dappertutto : in USA e Canada a +42,8% , in Europa a 59,3%.

L’incremento maggiore spetta alle entrate adv su smartphone e tablet, addirittura il 91% del totale.