Turismo sul web : facciamo il punto su un mercato da 1,33 trilioni di dollari

Un mercato variegato e ormai diventato globale : i turisti oggi sono già abituati ad organizzarsi le vacanze on line?

Quanti di questi prenotano e organizzano tutto “faidate” e quanti invece usano il web solo come spunto di partenza per poi rivolgersi alla rete tradizionale di mediatori e agenzie?

Nel frattempo il dato certo sono le destinazioni dei turisti, suddivise così :

  • Europa (35%)
  • America (31%)
  • Asia (21%)

Il mercato è governato a maggioranza dalle cosidette OTA : le Online Travel Agency hanno superato il 50% dell’intero settore anche negli USA (dati aggiornati a ottobre 2017).

Le ricerche a riguardo saranno approfondite alla 10a edizione edizione di BTO – Buy Tourism Online ,  la manifestazione leader dei viaggi on line.

Un settore che negli ultimi 60 anni ha visto una espansione costante.

Una forza che ad oggi rappresenta :

  • il 10% del prodotto interno lordo globale
  • un lavoro su dieci nel mondo

Nonostante siano in molti a parlare di mercati maturi, il mercato non smette di testare una diversificazione che ne fanno a ragione un settore particolarmente innovativo.

Certamente è stato fra i primi a cogliere le opportunità del web.

A cosa è dovuta questa espansione entusiasmante del turismo?

Non c’è dubbio che i motivi determinanti siano stati prevalentemente :

  • l’innovazione tecnologica che ha abbassato il costo dei trasporti
  • la capacità di adattamento ai nuovi assetti politico sociali internazionali
  • il rinnovato sentimento di scoperta e apprendimento da parte dei viaggiatori
  • ampia apertura a nuovi trend fra i quali il web e da ultimo il turismo sostenibile

Partiamo dall’ultimo : il turismo sostenibile come elemento di sviluppo, che possa tener conto di impatti economici, sociali e ambientali, guardando all’oggi e al domani.

Una rinnovata sensibilità che eleva il turismo, non solo quello culturale ma anche quello teso alla scoperta e al piacere, in armonia con le comunità ospitanti.

Il turismo sostenibile abbatte povertà e promuove scambio culturale, ma non solo : la filosofia è orientata alla protezione dell’ambiente.

Il ruolo della tecnologia e del web.

Negli ultimi mesi si fra un gran parlare degli attori principali del mercato turistico on line : Airbnb, Expedia,  Booking : le piattaforme di prenotazione on line e di home sharing hanno dimostrato di essere una chiave vincente per lo sviluppo del settore.

Chiunque, in possesso di una stanza da affittare, può diventare host ed esporre su Airbnb la sua offerta : una nuova fonte di guadagno per molti, in molte città del nostro Paese.

A confermarlo sarebbero una serie di dati emersi dalla stessa piattaforma :

  • Roma (25.753 strutture)
  • Milano (14.523)
  • Firenze (6.992)
  • Venezia (5.973)

Roma in cime alle strutture affittate sulla piattaforma, mentre su base regionale la Toscana guida la classifica con 34.595 alloggi, seguita da Lazio (32.663), Lombardia (25.148) e Sicilia (23.020).

La spesa nei trasporti è la voce principale (61%) seguita dagli alloggi (29%) e dai pacchetti viaggio (10%).

Il canale diretto online rappresenta il 71% del mercato (forte l’incidenza delle prenotazioni dirette nei trasporti), ma aumenta l’incidenza dei canali indiretti: la quota di mercato delle OTA (Online Travel Agency) e dei vari siti aggregatori è pari al 29%.

Le prenotazioni provengono da mobile nel 18% delle transazioni digitali (erano il 3% nel 2014…). Gli smartphone vengono utilizzati dalla maggioranza dei viaggitori soprattutto per la ricerca di informazioni e per il pagamento.

I leader del web nel turismo.

Si fa un gran parlare di Airbnb perchè cavalca il successo degli affitti da privati, ma anche perchè ha recentemente annuciato di aver raggiunto il mezzo miliardo di ospiti a partire dal 2008 (che fu l’anno di nascita della piattaforma).

Per l’Italia la piattaforma dichiara 23 milioni di viaggiatori nel triennio 2016-2018, con un guadagno per gli host hanno di 65 miliardi di dollari in totale. Mentre per i superhost 8,94 miliardi, e di questi ultimi  1,47 solo nel 2018.

L’utilizzatore medio di Airbnb è da identificarsi in un soggetto che desidera ricalcare l’esperienza di vita degli abitanti del luogo visitato, con durate medie di permanenza che si aggirano su 3,6 notti.

Airbnb guadagna due volte : con commissioni per chi viaggia e per chi ospita. Tra il 6% e il 12% nel primo caso, tra il 3% e il 5% nel secondo caso.

Un’indagine evidenzia che “ad aprile 2017, erano disponibili su Airbnb 214.483 alloggi italiani, con una crescita che non accenna a fermarsi”.  Mentre in tutto il mondo sono presenti oltre sei milioni di annunci, diffusi in 191 Paesi e 81.000 città.

Sei viaggiatori al secondo fanno “check in” su Airbnb.

Eppure rimane Booking.com il leader in quanto a prenotazione di Hotel e Alberghi.

Dopo Booking si posizionano Hotels.com e Agoda.com (quest’ultimo da noi è poco conosciuto).

E i pacchetti vacanza? Expedia.com è il mattatore con i suoi  50.3 milioni di dollari di fatturato.

In quanto agli affitti di Case Vacanza Airbnb è primo con i suoi 47.6 milioni di dollari, seguono in classifica Vrbo.com e HomeAway.com.

Dati di crescita che fanno ben sperare.

Stando ai dati delle Nazioni Unite gli arrivi turistici internazionali, a livello globale,  da circa 25 milioni di persone nel 1950 sono arrivati a quasi 1,2 miliardi nel 2015.

Una massa che ha permesso ricavi di 1260mila miliardi nel 2015 e la crescita media è del 3,3% ogni anno fino al 2030.

Secondo i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, nel 2018 il mercato dei Viaggi in Italia ( considerando sia gli acquisti degli italiani nel nostro Paese che all’estero, sia quelli dei turisti stranieri in Italia) vale 58,3 miliardi di euro.  L’incremento è del 2% rispetto al 2017.

Una crescita generata principalmente dalla componente digitale. Quest’ultima infatti con un valore di quasi 14,2 miliardi di euro cresce dell’8% rispetto al 2017,  mentre la componente tradizionale cresce dell’1% e raggiunge quota 44,1 miliardi. La spesa dei turisti stranieri nel nostro Paese, sfiora i 22 miliardi di euro (+5%).

Il target del turismo on line.

Proprio recentemente AirBnB ha pubblicato un interessante ricerca, le cui statistiche sulla propria utenza dimostrano come :

  • 7 guest (viaggiatori) su 10 siano i nati tra gli anni Ottanta e il 2000
  • Fra gli host invece (gli ospitanti) sono in crescita gli over 60, con picchi di over 80 anni.

L’andazzo vede i guest a caccia di esperienze autentiche, e questo è dimostrato da una minoranza (13%) di utenti che si sono fermati alle prime 10 destinazioni visibili sul sito di Airbnb (nel 2009 era l’86%…!).

Europa in cima alle preferenze di viaggio (45% degli utenti) mentre gli alloggi vanno dalle case tradizionali alle case sull’albero (oltre 2.000 disponibili !) ai castelli (4.000 presenti) financo agli igloo (quasi 200).

Ma volendo chiudere con un simbolo, fa riflettere come in Italia il più prenotato (quinto tra i più prenotati in Europa) è una stanza in una casa in condivisione: la “casa di Martina” a Venezia.

La storia?  Martina si è trasferita a Venezia per studiare, e ha iniziato a condividere la propria casa dal 2011. Da allora non ha più smesso : e il suo successo è un poì il paradigma di quanto riportato sopra.

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