Attacco hacker a Yahoo : a rischio la vendita a Verizon ?

Attacco hacker a Yahoo : a rischio la vendita a Verizon ?

Il tempo passa veloce e spesso si dimenticano gli antefatti, però forse qualcuno ricorderà ancora l’attacco hacker che nel 2013 colpì Yahoo!

3 miliardi di utenti, 3 volte di più di quanto comunicato.

Si perchè a tanto ammonterebbero gli utenti impattati dall’intrusione : la società ora comunica infatti le cifre aggiornate.

A questo punto è chiaro come in realtà l’intera utenza (di allora) della Web company è stata colpita.

Acquistata da Verizon nel luglio del 2016 , come documentato in questo nostro post,  i pirati avevano colpito duro, e non il (comunque già consistente) miliardo di utenti comunicati inizialmente.

L’attacco hacker , avvenuto nell’agosto 2013, avrebbe comportato la violazione dei profili , per i quali Yahoo!  ha successivamente consigliato di cambiare password.

Un caso precedente a quello del 2014 in cui avvenne il furto di 500 milioni di account.

Yahoo al microscopio di Verizon.

Appare anche abbastanza chiaro quanto la nuova proprietà di Verizon stia analizzando attentamente il pregresso per fare il punto della situazione e comprendere quanto sia stato avveduto l’investimento.

Acquisizione comunicata dal colosso delle telecomunicazioni e luglio del 2016 ma si sta scoprendo che i cedenti non abbiano giocato a carte scoperte.

Attacchi che in ogni caso hanno pesato per un deprezzamento sull’acquisizione di circa 350 milioni di dollari rispetto alla richiesta iniziale.

Cessione che dopo questa notizie può ancora avere margini di stop.

Tra l’altro Yahoo!  fa riferimento ad un non meglio precisato “attore statale” (si vocifera Russia o Cina) coinvolto nella faccenda.

Verizon  ha twittato :

“Come abbiamo già detto, valuteremo la situazione mentre Yahoo continua la sua ricerca”.

Cosa comporta l’attacco informatico subito da Yahoo!

Aldilà dell’affare miliardario della cessione questo è l’ennesimo esempio di come la sicurezza fra le aziende tecnologiche, a maggior ragione quelle che operano nel web, sia diventato un tema di primaria importanza.

Nell’attacco subito sarebbero stati messi a rischio nomi, indirizzi email, numeri di telefono, date di nascita, password criptate…

Pare invece che non sarebbero coinvolti i dati bancari.

Questo caso emblematico rappresenta il più rilevante della storia del web fino ad oggi.

 


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