Android : storia ed evoluzioni di un successo

Android 6.1 o 7.0? Nougar oppure Oreo ? E’ il dubbio che imperversa nel web e in particolare nei fedelissimi ‘androidiani’.

Il sistema operativo sviluppato da Google non smette mai di evolversi e stupire. Dal 2008, anno dell’uscita della prima versione, Android si è mantenuto sempre accattivante e all’altezza delle esigenze dell’utente, grazie anche a numerosi e continui upgrade e release.

Il 2008, dicevamo. Il 23 settembre di quell’anno Android esordiva con API Level 1, e il primo telefono a montare questo sistema operativo fu l’HTC Dream. Fotocamera da 3,2 megapixel, memoria di soli 192 mb, batteria da 1150 mAh e una buona connettività. Un’altra epoca, se pensiamo al dispositivo odierno.

Dalla versione 1.5, la successione degli aggiornamenti segue una direzione ben precisa : ordine alfabetico e nomi di dolci.

I primi passi avanti si vedono già con la versione Cupcake (1.5, appunto).

Rotazione automatica dello schermo, ad esempio, ma anche l’integrazione delle varie applicazioni di Google. Le prime? Youtube e Picasa, che ci permettono di salvare online le nostre foto e i nostri video.

Poi è arrivato Donut (1.6) e la tecnologia text-to-speech. Voglio cercare ‘Italia’ sul web? Da questa versione basta parlare per avviare la ricerca.

Da Donut a Eclair (2.0) il passo è breve, poco più di un mese. Siamo a ottobre 2009, e comincia ufficialmente la seconda generazione di Android. L’interfaccia utente viene nettamente migliorata e resa più elegante: fanno la prima apparizione gli sfondi animati, le tastiere virtuali, viene integrato il Bluetooth 2.1, e migliora visibilmente Google Maps.

Con Froyo (2.2) migliora la gestione delle risorse hardware.

Di conseguenza si riscontra un certo incremento delle prestazioni, mentre con il successivo Gingerbread (2.3) viene integrato Google Wallet (che ci permetterà di fare la spesa con il telefono!) e il copia-incolla, che può sembrare una banalità ma, se ci pensate bene, non lo è affatto.

Nel febbraio 2011 Android lancia la versione 3.0 (Honeycomb): spariscono i tasti fisici, ad appannaggio dei tasti virtuali integrati nella barra in basso. Android comincia a somigliare sempre più ad un personal computer vero e proprio, grazie al supporto ai giochi 3D e l’utilizzo delle periferiche USB. Inoltre, viene introdotta la possibilità di criptare tutti i dati personali.

Ice Cream Sandwich (4.0) esce nell’ottobre 2011.

La caratteristica predominante è la sempre maggiore velocità del sistema. E anche una maggiore fruibilità, grazie all’avvento delle cartelle che ci permettono di raccogliere le applicazioni per tipologie. Oltre all’integrazione con Gtalk, grande novità riguarda lo sblocco del telefono: da Ice Cream Sandwich è possibile ‘disegnare’ un simbolo per sbloccare il dispositivo in questione.

Siamo già arrivati all’estate 2012, e all’aggiornamento Jelly Bean (4.1).

Maggiore fluidità e molti miglioramenti : dall’applicazione fotocamera, al riconoscimento del tocco, fino alla gestione dei widget. Grande avanzamento nel motore di riconoscimento vocale. Inoltre, apertura istantanea di più applicazioni e possibilità di passare dall’una all’altra senza attendere.

Bisogna aspettare il 31 ottobre 2013 per poter scoprire KitKat (4.4). Le novità principali: Hangout, che diventa il client ufficiale per SMS e MMS; l’aggiunta di emoji alla tastiera di Google; interfaccia grafica molto rinnovata. Va anche ricordata l’introduzione del full-screen completo.

Inoltre, per la prima volta nella storia di Android, Google rende trasparenti sia la barra delle notifiche che quella di navigazione contenente i pulsanti Indietro, Home e Task.

Quindi è stata la volta di Lollipop (5.0), che presenta almeno tre caratteristiche principali.

La prima riguarda la batteria, e il tempo rimasto prima che il vostro telefono si spenga (prima veniva indicata solo la percentuale, nda).

Sulla stessa tematica si introduce il Battery Saver, che riduce l’attività del telefono per garantire una maggiore conservazione dell’energia. Importante anche la possibilità di far utilizzare le varie App a determinate persone, ma non ad altre. Ad esempio, un vostro amico potrà usare Maps ma magari sarà impossibilitato a smanettare con Hangout.

Oltre ad un miglioramento del backup e del ripristino delle app tramite l’account di Google, è da rilevare anche il miglioramento della sicurezza grazie alla versione 6.0 del Google Play Service.

Penultimo nato è Marshmallow (6.0) fa il suo ingresso in scena il 5 ottobre 2015. Il design è simile a Lollipop, ma la ricerca vocale viene completamente rivista: basti pensare che tramite la ricerca vocale possono essere avviate anche le app.

Vengono suddivisi i controlli del volume: suoneria, media e sveglia. Importante l’introduzione di Google Now on Tap: se tenete premuto sul tasto home, il dispositivo passerà in rassegna i contenuti presenti sullo schermo e, sulla base di ciò, offrirà diverse opzioni di interazione.

Un esempio? Supponiamo che dovete recarvi ad un colloquio di lavoro e avete ricevuto l’indirizzo dell’azienda per messaggio: ‘Now on Tap’ vi permette di visualizzare rapidamente le indicazioni stradali per raggiungere la vostra destinazione.

Con l’ultimo aggiornamento (6.0.1) vengono introdotte nuove emoji, mentre la sveglia e l’interfaccia tablet subiscono alcune modifiche.

Ed eccoci ai giorni nostri, con Nougat e Oreo.

Nougat (ovvero Torrone) è l’Android 7.0 – 7.1.2 , la settima versione del sistema operativo per mobile più diffuso.

Pubblicato come test il 9 marzo 2016, ufficialmente rilasciato il 22 agosto 2016. Android Nougat introduce notevoli cambiamenti e tra questi citiamo come esempio la possibilità di visualizzare più applicazioni sullo schermo in una sola volta.

Questo dettaglio sarà meglio sfruttabile sui tablet grazie alla diagonale più ampia.

Fra le diverse novità introdotte anche il Google Assistant, al quale seguiranno , trimestralmente, gli altri aggiornamenti minori di mantenimento (7.1.1 e 7.1.2).

Realizzato basando molta parte del lavoro sui feedback di utenti e sviluppatori, facendo particolare attenzione alle buone performance dei device più recenti.

Molto interessante, con i tempi che corrono,  la funzione chiamata “Data Saver” , che ha il compito di minimizzare il consumo del traffico dati nel momento in cui la connessione è con il proprio operatore di rete mobile.  Data Saver non fa altro che gestire le App affinchè non abusino della banda in background.

Altra novità : la “modalità Doze” che sui dispositivi mobili riesce ad ottimizzare il consumo della batteria durante la fase di standby e che si attivata in breve ogni volta che lo schermo si spegne.

“Project Svelte” ha il compito di ridurre al minimo l’utilizzo delle risorse da parte delle app in determinate situazioni, come quando si usa la fotocamera per scattare una fotografia o registrare un filmato.

E infine l’ultimo nato,  Oreo.

Android 8.0 è disponibile da fine 2017, in versione stabile e definitiva, e il suo nome Oreo è ispirato ai famosi biscotti. Poche le novità a prima vista, più incisive le modifiche in profondità.

Sicuramente il primo cambiamento riguarda i tempi di avvio, due volte più veloce a detta della stessa Google.

Quindi una versione di Android che graficamente è molto simile alla precedente e riserva, ad esempio,  processi di stampa più agili avendo già integrato a sistema un supporto per tutte le stampanti certificate mopria, quindi quasi tutte.

Ora è finalmente possibile impedire alle applicazioni di avviarsi e lavorare in background, consumando batteria (e giga del piano tariffario). Come ? Solo con un semplice interruttore nelle impostazioni specifiche di ogni app.  E il sistema ci allerta con apposita notifica se un’applicazione sta occupando risorse in background.

Ancora : selezionando un testo il menù consente di effettuare azioni rapide. Ad esempio aprire Google Maps, o ancora comporre un numero per una telefonata in base al tipo di testo selezionato.

Niente male Oreo!