2 miliardi di utenti per Facebook : parte per la sfida per un altro miliardo

Non ci sono dubbi che rappresenta il social network per eccellenza : Facebook rappresenta sempre di più questo “status” anche grazie il numero di utenti che ha in pancia.

Tanti i nuovi utenti ad Oriente , Facebook non si ferma più.

2 miliardi di utenti per Facebook : questi sono gli iscritti ufficiali a fine giugno, continuando la propria crescita a ritmi seriamente impressionanti.

E gli utenti sono specchio del mondo : ricchi imprenditori, artisti universalmente riconosciuti e amati.

Middle class e ragazzini della profonda Africa : poveri che si connettono al social con uno smartphone economico.

E’ palese quanto, ormai, il sociale di Zuckerberg sia in grado di coprire tutto il mondo, sia dalle parti del mondo sviluppato che da quelle del mondo emergente.

E proprio dal mondo emergente parte la prossima sfida : “monetizzare” la sua presenza in questi Paesi.

Due miliardi di utenti in mezzo ai quali la seconda sfida quotidiana è rappresentata da sforzo e difficoltà quotidiani nel  bloccare, o perlomeno limitare,  “fake news” e violenza.

Raddoppiati i profili esistenti in meno di cinque anni, grazie proprio all’allargamento ad est, ai Paesi in via di sviluppo, con un social sempre più “asiatico” per numero di utenti.

Ma i profitti da pubblicità di Facebook sono ancora affare molto occidentale.

Infatti ben metà delle entrate gira negli USA e un quarto in Europa.

Curioso quanto, questi livelli, siano invece rimasti gli stessi dall’anno 2012, ovvero 5 anni fa, quando gli utenti erano 1 miliardo, il primo traguardo a prima pietra miliare.

E’ noto l’intento del fondatore e guida Mark Zuckerberg nel voler connettere tutto il pianeta.

Stati Uniti ed Europa sono mercati ben presidiati che mantengono un tasso di crescita degli utenti attorno al 5%.

La crescita invece è attorno al 20% in quel “resto del mondo” (Africa, Sudamerica, Asia, con quest’ultima in testa con un tasso del 26%) dove Facebook rappresenta una sorta di tuttuno con la Rete, essendo il primo canale di connessione.

Come è ancora oggi Google per molte persone, anche nell’occidente “maturo”.

8 miliardi di dollari gli introiti dello scorso trimestre : 3,9  dagli Stati Uniti ,  1,9 dall’Europa.

Le preferenze degli utenti, la loro vita : sono questi, fondamentalmente, gli elementi che in Usa, in cinque anni, hanno portato i ricavi medi per iscritto  dai precedenti 3,4  agli attuali 17 dollari.

Nel Vecchio Continente tali ricavi sono lievitati da 1,4 a 5,4 dollari per utente.

In Asia restano sotto i 2 dollari.

Ma in Asia e in Africa la visione rimane altra : Internet.org è il progetto con cui Zuckerberg vuole “connettere le aree più remote del pianeta”, meglio se tutto ciò partisse dal portale d’accesso al web che nel frattempo, come detto, Facebook si è apprestato a diventare per queste aree.

Offrendo poi una serie di servizi via telefono mobile : e-commerce e conto corrente bancario per primi.

L’investimento di lunghissimo periodo in oriente regge finché il social fattura bene in occidente.

Recentemente la società ha reso noto che nel corso del 2017 allenterà il carico di pubblicità sui profili utenti, evitando l’effetto “bacheca di annunci” che snaturerebbe la missione originale.

Ma questo è solo l’inizio : in casa Facebook inc. è partita anche la nuova sfida per monetizzare Instagram e ancora non hanno iniziato con Messenger e Whatsapp, tutti social e social istantanei parte del Gruppo imprenditoriale.

Strada spianata insomma? Non del tutto : violenza online e fake news stanno dilagando.

Una multa pesante della Ue a Google è solo il primo campanello di allarme.

Per questo ci sono in ballo ben 3 mila assunzioni atte a monitorare e rimuovere i contenuti violenti, quindi i costi per far fronte alle richiese delle autorità potrebbero crescere più rapidi delle entrate.

 


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