La strategia di AirBnB fra crescita e acquisizioni

Airbnb Inc. e Hotel Tonight Inc. , le famose società di home-sharing e hotellerie, cercano di diversificare la propria offerta da un po’ di tempo.

Ma chi sono AirBnB e Buy Hotel Tonight?

La vasta community di AirBnB.

Airbnb è il portale grazie al quale i viaggiatori in cerca di un alloggio a buon prezzo incontrano persone disposte a offrire, per un breve/brevissimo periodo, case, appartamenti o anche singole stanze inutilizzate.

Fondata nel 2007 da Brian Chesky e Joe Gebbia, la  sua storia è curiosa e raggiunge i classici picchi di miticità delle start up americane da garage, per la precisione da a San Francisco.

L’idea parte quando i due fondatori decisero di affittare una stanza della loro casa per l’occasione di un importante evento di design.

Nacque il sito Airbed and Breakfast, successivamente acquisì il nome abbreviato che tutti noi oggi conosciamo. Un’azienda da 29 miliardi di dollari e operante in 191 Paesi nel mondo.

Hotel Tonight e i last minute.

Hotel Tonight, nato nel 2010, è invece un portale di hotel-booking che riunisce le migliori offerte last minute.

L’applicazione aiuta gli hotel ad affittare camere invendute, nel contempo i viaggiatori a trovare un alloggio all’ultimo momento e ad un prezzo vantaggioso in ottime strutture alberghiere.

Wall Street Journal rivelava già a febbraio 2019 dell’incontro fra i dirigenti di Airbnb e quelli di Hotel Tonight per contrattare l’acquisizione della società.

È palese che la mossa di Airbnb è motivata dalla volontà di incrementare il proprio potenziale di crescita e di diversificare la propria offerta. Oramai da tempo, infatti, la società cerca di espandersi nel campo delle sistemazioni alberghiere.

Dopo un avvio freddo dei colloqui e (si dice) dopo un mese in cui Brian Chesky 

ha testato in prima persona l’applicazione, ed eventuali criticità, provandola con soggiorni in alberghi di San Francisco. La cifra concordata dovrebbe aggirarsi attorno ai 463 milioni di dollari.

L’applizazione di Hotel Tonight, sviluppata nel 2010 da Sam Shank, Jared Simon e Chris Bailey,   permetterà di diversificare significativamente l’offerta di AirBnB, con particolare riguardo a tutti coloro che preferiscono il soggiorno in un albergo ad una casa privata.

L’investimento in OYO.

Ai due fondatori era chiaro quanto mancasse un tassello importante e imprescindibile per lo sviluppo : l’oriente.

Quindi è nato da questo assunto l’investimento in Oyo  (On Your Own) fondata nel 2013 da un diciannovenne, Ritesh Agarwal. Questa realtà in cinque anni ha tagliato il traguardo dei 500.000 alloggi a portafloglio fra India, Indonesia, Filippine, Cina, Nepal, Malesia, Regno Unito ed Emirati Arabi.

L’investimento degli americani riguarda una cifra attorno ai 200 milioni di dollari: gli indiani entrano in un gruppo che permetterà loro sonni tranquilli e uno sviluppo esponenziale, mentre gli americani si assicurano la presenza massiccia che mancava in oriente, soprattutto in Cina e India.

La strategia di crescita e le conseguenze.

Le mosse degli ultimi tempi sono state dettate da una concorrenza sempre più evidente da aggregatori di offerte di alloggio,  ad esempio Expedia.

Ma a motivare ulteriormente Airbnb c’è una chiara volontà di attirare con ogni mezzo nuovi investitori in vista della futura entrata in borsa della società a cui si lavora da tempo.

Non è ancora chiaro quando, se già a fine 2019 o nel 2020, ma già appare chiaro quanto questa, dopo la prossima quotazione di UBER, sia la IPO da tenere d’occhio per ogni investitore.

Questa entusiasmante esperienza di business però non deve tralasciare l’aspetto “oscuro” che si porta dietro.

Una recente inchiesta dell’agi infatti, da voce all’allarme di Federalberghi su quanto gli affitti brevi, in zone centrali delle grandi città d’arte, stiano spopolando i centri storici e danneggiando gli alberghi a una e due stelle.

Ma a quanto pare tutto il settore alberghiero ne sta già risentendo, con chiusure, cali di fatturato, e ripercussioni sull’occupazione.

Secondo Federalberghi ad agosto 2018 su Airbnb presenziavano 397.314 alloggi italiani (intesi come strutture extralberghiere quali appartamenti in affitto breve e bed and breakfast).

Mentre l’Istat in Italia ne censisce 113.538.

Risultato : almeno 280.000 alloggi che sfuggono ad ogni controllo e, di conseguenza, molti di essi ad ogni tassazione. Ad oggi un Far west.

 

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