Citynews: storia di un’impresa digitale

Con più di 20 milioni di visitatori unici raggiunti e registrati lo scorso aprile, Citynews rappresenta uno dei gruppi editoriali più interessanti del panorama riguardante l’informazione online in Italia.

Il dato lo pone dietro solo a Repubblica.it , mentre si lascia alle spalle il Corriere della Sera. Cerchiamo di capire quindi come si è arrivati a questo successo, maturato a partire dall’ormai lontano 2010.

Nel gennaio 2010 Luca Lani e Fernando Diana fondano la Start Up

La Start Up Citynews all’inizio prevedeva già cinque edizioni: RomaToday, MilanoToday, NapoliToday, IlPescara e IlPiacenza.

Tali edizioni vengono seguite da ParmaToday.it e da FirenzeToday.it, fondati da zero, che portano Citynews a fine 2010 a risultare editore di 7 testate con quindici redattori.

L’anno successivo le testate diventano 30 e i redattori 56. Tra queste anche TorinoToday.it e AgrigentoNotizie.it.

Col passare degli anni in casa Citynews aumentano sempre più le testate, se consideriamo che la progressione nel 2012 diceva 38 testate di cui proprio Citynews era diventato editore. In quello stesso anno viene immessa sui principali app store un’app dedicata a intensificare il rapporto con gli utenti. Ma il 2012 coincide con la nascita e il lancio della ormai nota testata nazionale Today.it.

La crescita prosegue a vele spiegate con altri importanti traguardi raggiunti fra il 2016 e il 2017

Nel 2017 Citynews rilascia un numero impressionante di app, una per ogni edizione locale guidata dal gruppo, quindi ben 42 nuove applicazioni per smartphone e tablet.

Il 2017 coincide col lancio del canale Motori della piattaforma nazionale Today.it e, in un momento complicato per il feeling fra Unione Europea e opinione pubblica, è avviata l’apertura di EuropaToday.it.

Il 2017 si conclude con 47 testate e 200 redattori impiegati.

Per il 2018 Citynews prevede ulteriori sei ingressi nella famiglia con un occhio di riguardo verso Sardegna, Calabria e Lombardia.

Grande importanza viene data al mobile vista la diffusione degli smartphone in tutto il Paese. Mentre l’area legata all’informazione video è curata in modo sensibile : il recente accordo stipulato con Mediaset per i contenuti di intrattenimento è li a testimoniarlo.