Il circo delle fake news in Italia

aggiornamento dati al 01/10/18

Uno degli argomenti più dibattuti dal mondo politico italiano, non solo sotto campagne elettorali, è senz’altro quello relativo alle “fake news”.

Cosa sono le Fake news ?

Ormai è chiaro a tutti : rappresentano quelle notizie ‘fasulle’ o fortemente distorte che vengono spacciate per reali. Diventando rapidamente virali sul web.

Scatenando odio e veleni, i cosiddetti “haters” ovvero gli odiatori, tutta quella parte di popolazione risentiti e arrabbiati che attraverso i social sfoga bile e rabbia.

La battaglia contro quello che spesso si è fatto “sistema” è portata avanti già da molto tempo dalla Presidente della Camera. Laura Boldrini infatti è stata spesso bersaglio delle “fake news”.

Su tutte ricordiamo quella che gira attorno ad una foto condivisa migliaia di volte sui social network. In essa veniva raffigurata una ragazza identificata come “la sorella della Boldrini”.

La didascalia informava che la stessa gestiva un numero enorme di cooperative che fornivano assistenza ai migranti.

Ovviamente tutto falso: la sorella della presidente della Camera è deceduta molti anni fa.

A cavallo del biennio 2016/2017 il fenomeno “fake news” è esploso.

In particolare dopo l’indagine effettuata da BuzzFeed News, che ha fatto venire alla luce un’intera rete di siti di notizie riconducibile ad un’unica persona: Giancarlo Colono. Si tratta di un imprenditore di Roma, che avrebbe rapporti stretti con un’imprecisata associazione cattolica.

I dettagli riportati nell’articolo del Post evidenziano con chiarezza tutta la struttura dell’azienda Web365, controllata da Colono, che gestirebbe almeno 175 diversi domini con relative pagine Facebook collegate.

Tra queste, spicca DirettaNews, la cui pagina presentava addirittura 3 milioni di fan (tra cui anche l’ex premier Matteo Renzi, ndr), e La Luce di Maria, che si occupa del rapporto tra società e religione cattolica.

Sulla pagina Facebook in questione vengono pubblicati articoli discutibili : in uno di essi, ad esempio, i Pokemon vengono accusati di essere “un gioco del demonio”.

L’indagine di BuzzFeed News ha colto nel segno, tanto che diverse pagine riconducibili alla stessa azienda non risultano più presenti su Facebook.

Sulla questione delle fake news in Italia, è intervenuto anche il New York Times.

Per l’autorevole quotidiano USA ci sarebbero diverse pagine social che fomenterebbero le notizie false. Molte di queste sarebbero riconducibili a Lega Nord e Movimento 5 Stelle. A far scattare l’inchiesta è stata l’immagine di Maria Elena Boschi ad un funerale e la conseguente menzogna (il funerale di Riina, ndr).

Ma a smuovere il mondo politico è stata anche un’altra vicenda.

In un’intervista pubblicata su “Foreign Affairs”  l’ex vice presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha rivelato che la Russia ha interferito nel referendum costituzionale italiano dello scorso 4 dicembre 2016. E avrebbe aiutato proprio Lega Nord e Movimento 5 Stelle durante le elezioni politiche.

Sia il partito del Carroccio che i pentastellati hanno rispedito le accuse al mittente. A smentire Biden ci hanno pensato anche i Servizi Segreti tramite una nota ANSA riportata da Repubblica : nel referendum del 4 dicembre 2016 non c’è stata alcuna interferenza della Russia.

Anche le Iene sulle fake news.

Altra maschera calata grazie all’inchiesta delle Iene a proposito di fake news, è quella di un tal  Matteo Ricci Mingani, che durante un’intervista si contraddice più di una volta. Ma alla fine ammette che fra i siti a lui riconducibili vi è anche quello di “Libero Giornale“.

Mingani risulta il titolare della società con sede in Bulgaria, Edinet , ed esser titolare del dominio per 162 siti web. Di questi una trentina circa sono siti di bufale.

Collabora con lui (pensate un po’…) un 22 enne inizialmente curioso poi divenuto una sorta di esperto di news virali, grazie alle quali (e qui sta il punto) generano guadagni pubblicitari considerevoli.

Nel caso di Edinet si parla di 50.000 euro in pochi mesi.

Cosa sta dietro alle fake news.

In un momento in cui molti autorevoli “metre a penser” si interrogano sull’argomento, le strade che si fanno largo sono fondamentalmente due.  Interessi economici e interessi politici.

Dietro al primo elemento si celano semplicemente imprenditori (o presunti tali) che investono sul web somme anche contenute. Grazie al sistema della viralità puntano ad accaparrarsi una bella fetta di ricavi pubblicitari, in quanto certamente (come i vecchi tabloid) la notizia sparata in rete (poco importa se distorta o se bufala totale) attrae click e interesse.

Questo viene convogliato in visite ai siti web che ospitano le bufale, e i click si traducono in visibilità per tanti sponsor.

Sul secondo elemento, come detto anche nelle righe sopra, secondo molti giocano un ruolo dietro le quinte Paesi orientali (da Russia a Corea del Nord)  con interessi geopolitici atti a condizionare alcune democrazie.  Ma anche forze politiche locali che spesso giocano a condizionare l’esito delle consultazioni elettorali.

E ad influire sull’umore degli elettori, ben sapendo che fra questi ormai molti haters sono in agguato.

A febbraio poi si sono palesati i dati di AgCom sulle Fake.

Infatti un rapporto dell’Autorità per le comunicazioni sul consumo dell’informazione evidenzia quanto le notizie finte abbiano spinto in basso la credibilità dei media.

Si denota come il 95% degli italiani si informi pescando da fonti differenti, e se i social attraggono il pubblico sono comunque ritenuti non affidabili.  E chi si informa, chi tutti i giorni chi meno, lo fa attraverso Tv, radio, quotidiani (sia cartacei che digitali) e Internet.

E’ interessante quanto emerge dalla ricerca : oltre l’80% dei connazionali si informa quotidianamente, mentre il 5% non si informa affatto.

Non è difficile pensare quanto, oggi come ieri, tutto quanto circoli sui media, vecchio stampo e nuovi, contribuisca alla formazione di un’opinione politica. Influenzando inevitabilmente parte della platea.