Netflix : recensione di un’esperienza

Netflix è una realtà entrata nello scenario mediatico italiano un po’ in sordina. Nonostante ciò ha saputo gradualmente conquistare una larga fetta di pubblico. Grazie ad un’azzeccata campagna promozionale tutta on line fatta di banner e promozioni.

All’inizio non sono mancati utenti insoddisfatti e questo è un elemento da mettere in conto con qualunque offerta di entertainment.  Soprattutto se consideriamo un exploit su larga scala come in questo caso.

La mia esperienza personale è da definirsi piuttosto positiva. Pur se anch’io lamento alcune pecche, nel complesso dell’offerta, considerando il trascurabile costo mensile, è un’alternativa di tutto rispetto ad altre realtà on demand.

Aspetti tecnici e grafici di Netflix

Netflix si presenta come una piattaforma ben realizzata, di facile navigazione, e che presenta una discreta videoteca da cui attingere. Nel complesso è molto intuitiva, e permette una veloce ricerca di ciò che si desidera vedere, senza dover scorrere interminabili (e spesso noiosi) elenchi.

Il proprio algoritmo riconosce i generi che potenzialmente potremmo gradire di più, “pescando” fra ciò che abbiamo già visionato.

Quest’ultimo non è un dettaglio da poco nel semplificare l’esperienza.

La qualità delle immagini (va riconosciuto) è elevata.

Coloro che da anni utilizzano streaming online come (ad esempio) Megavideo, rimarranno sorpresi dalla netta differenza.

Il servizio è ben corredato da un nutrita offerta che prevede un nutrito numero di produzioni, sia cinematografiche che (ancor più interessante) inedite per il nostro Paese.  Spesso si tratta di film provenienti da produzioni indipendenti. Sempre più di frequente sono (e sempre più saranno) le produzioni originali, ovvero autoprodotte da Netflix.

Le produzioni finanziate direttamente sono in netto aumento, molti esempi di successo sono già disponibili : Da Stranger Thing, serie mistery di cui si sente parlare parecchio.

Fino a Black Mirror : quest’ultima è una produzione originale e paradossale al tempo stesso.  Animi umani che, messi alle corde, mettono in luce il lato peggiore e oscuro.

Neflix: efficienza dell’assistenza

Premesso che molto dipende dall’operatore che prende in carico la chiamata, quando ho avuto bisogno, in circa due settimane sono riusciti a risolvere un problema che non mi permetteva di riprodurre alcun video.

La ragazza che mi ha risposto tramite chat, ha preso in carico la mia richiesta, e ha passato la palla al reparto tecnico, che nel giro di qualche giorno ha capito quale fosse il problema.

Da li in poi il reparto tecnico si è attivato per risolvere la situazione in tempi più brevi possibili.

Seguendo l’esempio di Amazon, anche Netflix percorre un esempio di assistenza al cliente particolarmente attenta e premurosa, seppur smart e senza fronzoli.

Qualità dell’offerta di Netflix

Unico aspetto su cui, personalmente, ritengo vi siano effettive lacune. Nonostante la mole di film e serie tv sia notevole, e nonostante le interessanti produzioni esclusive Netflix, proprio alle serie tv bisogna arrogare il difetto di incompletezza.

Capita infatti che vi sia solo la prima stagione e non altre, o stagioni tagliate a metà. Per vedere il resto si è costretti a cercarle altrove. Alcuni esempi : 12 Monkeys , Agent of Shield, Black Sails.

Aldilà delle pretese di molti, mettendo in relazione offerta, assistenza e costo, Netflix può ritenersi abbondantemente promosso.

Il futuro di Netflix.

Girano voci negli ultimi giorni che la riforma fiscale varata da Donald Trump , che prevede fra l’altro il rimpatrio di capitali dall’estero, ampli le possibilità di un investimento di Apple in Netflix.

Secondo analisti infatti i capitali di Cupertino detenuti all’estero sono circa 252 miliardi di dollari, e potrebbero rientrare agevolmente. Investendo in qualche acquisizione di primo piano.

Secondo osservatori gli obiettivi potrebbero essere molteplici ma l’ingresso in Netflix (con un esborso potenziale a poco meno di 100 miliardi) si prefigura come un probabile epilogo, anche più di (addirittura) Tesla.

Riguardo le produzioni invece lo star system è spaccato e discorde. Indeciso se dar credito ad un investitore che poi bypasserebbe le tradizionali sale, che già non vivono tempi felici. Ignorare l’evoluzione tecnologica di questi tempi è comunque assai arduo, pertanto la fetta di Hollywood a favore si allarga con ragionevolezza.

Prima prova importante è “Bright” con Will Smith, megaproduzione fantasy da 100 milioni di dollari , ambientato in un mondo in cui gli umani vivono insieme a fate, elfi e orchi.

Altre ne verranno già a breve : da Fino all’osso (con Lily Collins e Keanu Reeves) a Ozark seconda serie (fine agosto) con Jason Bateman in fuga dai narcotrafficanti.