Sharing economy : cosa è, come funziona

Spesso si sente parlare di Sharing Economy, ma non sempre ci è poi così chiaro cosa effettivamente sia e a che cosa serva.

Abbiamo parlato di web economy in questo post, ora indaghiamo su un’altra categoria di servizi che si sta velocemente diffondendo.

Grazie alla semplicità di accesso al web tramite gli smartphone.

Partendo dalla traduzione letterale del termine, Sharing Economy  vuol dire esattamente “economia della condivisione”, ma spesso e volentieri, la sola traduzione non basta per comprendere appieno di cosa si tratta.

Navigando in rete, ci imbatteremo in moltissime definizioni, ma ben presto ci renderemo conto che neppure in questo caso avremo le idee più chiare.

Lasciando quindi perdere traduzioni e definizioni, possiamo affermare con semplicità che, la Sharing Economy  è un sistema di scambio di beni o servizi che si basa principalmente sul web.

Sarà possibile trovarla sotto tantissime forme.

I servizi che ne fanno parte hanno come obiettivo principale lo scambio diretto tra persona e persona.
Tant’è vero che spesso si parla di economia peer to peer.

Quando le risorse scarseggiano, la crisi impazza, le possibilità diminuiscono, siamo costretti a chiederci quali possono essere le possibili soluzioni per risparmiare.

Su un viaggio, una cena o un alloggio per una notte, fino addirittura alla ricerca di un custode per il vostro cane in caso dobbiate partire per le vacanze.

Stiamo parlando quindi di consumo collaborativo.

Si tratta di un modello economico basato sullo scambio e la condivisione dell’accesso a beni e servizi.

Alla luce di quanto appena affermato, ci sarà facile intuire che saranno moltissimi i servizi che avremo a nostra disposizione, molti dei quali si basano sulle app, sia per Android che per iPhone, come ad esempio UberAirbnb,  ma anche altre più conosciute come BlaBlaCar  e moltissime altre ancora, atte a proporre un determinato servizio a chi ne fa richiesta.

Approfondendo ad esempio con Bla Bla Car  potrete trovare un passaggio in macchina a prezzi modici o potrete essere voi stesso ad offrirlo, stabilendo un prezzo per i vostri passeggeri a seconda della tratta che dovranno affrontare insieme a voi.

Avete una gran fame? Fate un salto su Gnammo.

Troverete centinaia di pranzi e cene organizzate in moltissime case, o magari sarete proprio voi a realizzarne una e a cercare commensali.

Avete bisogno di un luogo dove pernottare ma gli alberghi sono tutti pieni? Niente paura: spulciate AirBnb o Couchsurfing e troverete ciò che fa per voi.

Questa formula di ospitalità vi permette di usufruire di un posto letto a casa degli utenti, soggiornando per un periodo di tempo limitato.

Oltre ai chiari vantaggi economici, potrete giovarvi anche dei consigli di chi vi ospita su luoghi da vedere, cose da fare in città, dove mangiare la specialità del posto e tanto altro ancora.

E c’è anche qualche “sharing” che non immaginereste : grazie a Petme, come vi accennavamo prima, non dovrete più preoccuparvi di partire per le ferie e lasciare solo il vostro amico a quattro zampe. Vi basterà cercare un/una petsitter su questa community e il gioco è fatto.

E ancora :  avete una perdita in bagno o in cucina? Recatevi su Sfinz.com e cercate un idraulico professionista ad un prezzo conveniente. Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti e le esigenze più disparate.

Quali sono i benefici che possiamo trarre dall’uso da tutti questi servizi ?

Sharing-economyI vantaggi saranno ovviamente tantissimi in quanto, come detto, oltre a guadagnare o a risparmiare avremo la possibilità di avere dei benefici anche a livello sociale, grazie al fattore relativo all’interazione con più e più persone.

Ovviamente non vanno dimenticati i rischi legali ma soprattutto i possibili rischi di truffa ove è possibile imbattersi.

Quindi, anche se la neonata Sharing Economy difficilmente sostituirà radicalmente i vecchi sistemi, possiamo affermare che è un interessante punto di partenza.

Questo sistema di condivisione ha un impatto enormemente positivo anche in tema ambientale.

Basti pensare, come riportato dal quotidiano La Stampa, che nel 2015 i viaggi condivisi effettuati con l’app di Jojob sono stati 11.548, per un totale di 434.263,76 chilometri certificati, che hanno permesso di risparmiare 87.416,41 kg di Co2.

E non è certo un caso se nei primi giorni di Marzo 2016 è stata presentata la prima proposta di legge italiana sulla ‘sharing economy’, con l’obiettivo di dare una regolamentazione all’intero sistema.

La proposta, divisa in 12 punti e online fino al 19 maggio, può essere ulteriormente arricchita dalle idee e i suggerimenti che ogni utente si sentirà in dovere di fornire.

E le utilità non si fermano qui : Uber vuole ufficializzare un sistema che sa quando si è ubriachi.

Il servizio americano di Taxi sembra si stia evolvendo introducendo anche un mezzo di intelligenza artificiale che permette di individuare se il soggetto che verrà trasportato da un luogo all’altro risulti ubriaco o meno.

Proprio l’IA assisterà il tassista per capire se una persona è in stato di ebbrezza o meno prima di mettersi a sedere nella parte posteriore dell’auto.

Il passeggero verrà verificato tramite la velocità di camminamento, la velocità di digitazione (su dispositivi appositi) e il modo in cui stanno impugnando tali dispositivi.

Niente più strappi alla regola: la tecnologia tiene a bada anche gli ubriachi.

In fondo a tutto ciò è necessario ricordare che c’è anche qualche formula che non va a buon fine.

Anche se i casi non sono frequenti, un esempio è  Lending Club, la più importante piattaforma per prestiti peer-to-peer tra privati del mondo.

In un solo anno il suo capitale è precipitato da 10 miliardi di dollari a tre. Motivo?

Stando a quanto affermano gli esperti le cause sarebbero da ricercare nel fatto che alcuni inizierebbero a non pagare, innescando una reazione a catena.

Per altri si tratta solo di un calo fisiologico, un incidente di percorso. Da 7 miliardi di dollari.