Come fare Buzz Marketing , Viral Marketing , Emotional Marketing

Internet ha permesso di espandere le strategie pubblicitarie, aggiornando i vecchi schemi e scoprendo opportunità nuove di zecca.

In questo contesto si calano anche tre delle forme di promozione più classiche, ma anche più attuali: il buzz marketing, il viral marketing e l’emotional marketing.

Ecco una guida che ci aiuta a capire le nuove frontiere del marketing e della comunicazione.

Come fare Buzz Marketing?

Il buzz marketing è una strategia promozionale che punta le sue carte sulla potenza del passaparola: il termine è di natura onomatopeica e deriva dal suono prodotto dalle api (“Bzzz”).

Secondo le teorie, questo suono è in grado di diffondersi per chilometri, raggiungendo anche gli esemplari più lontani e comunicando loro un messaggio. La stessa logica può essere applicata ai messaggi promozionali.

È possibile fare buzz marketing sfruttando due elementi: i social network, e le campagne considerate non convenzionali.

Come fare Viral Marketing?

Il viral marketing somiglia molto al buzz, in quanto basato sul passaparola, sulla diffusione presso i social e sulla non-convenzionalità delle promozioni.

A differenza del buzz marketing, sempre evidente, il viral corre sotto traccia. Spesso si affida ad un messaggio capace di stimolare la curiosità dell’utente, senza però specificare il marchio autore del suddetto.

La pubblicità si diffonde per merito degli utenti stessi, fino a quando il marchio rivela la propria paternità della campagna: a quel punto, la climax promozionale ha già raggiunto l’apice, fissando nella mente dell’utente un messaggio molto forte.

Come fare Emotional Marketing?

L’emotional marketing, molto probabilmente, è la forma promozionale meno legata al digitale.

Questo perché si basa su sensazioni fisiche, dunque visive, tattili e persino olfattive.

Un ottimo esempio di marketing emozionale?  L’utilizzo di colori studiati a tavolino, ma anche l’uso di sacchetti profumati.

Un’altra caratteristica dell’emotional marketing è il testimonial: brand come RedBull si affidano sempre a campioni di sport estremi, per colpire esattamente una nicchia specifica.

Lo scopo? Suscitare un’emozione, anche attraverso contenuti molto accattivanti come i video.