Taskhunters : bell’esempio di web economy

Con un diritto allo studio sempre più precario, tantissimi studenti universitari sono costretti a cercarsi un lavoro per sostenere tutte le spese da “fuori sede”: affitto, bollette, libri, e chi più ne ha più ne metta.

Mansioni che spesso occupano gran parte della giornata e impediscono di svolgere regolarmente gli studi, comportando l’inevitabile andamento “fuori corso”.

Con Taskhunters questi problemi potrebbero trovare una (parziale) soluzione.

taskhuntersSì, perchè l’ App ideata da Lorenzo Teodori e Francesco Piovesan si pone come obiettivo quello di far incontrare gli studenti universitari disposti a fare qualche lavoretto per mantenersi e tutte quelle persone che hanno un lavoro stabile e vorrebbero avere più tempo libero per loro.

Con Taskhunters deleghi tutte le piccole faccende.

Fare la spesa, portare il bucato in lavanderia, spostare l’armadio a casa del nonno,  lavare i piatti, pulire il garage e tanto altro ancora.

A chi? Ma agli universitari, ovvio! Chi meglio di loro può trovare quel po’ di tempo per svolgere queste mansioni, vista la loro flessibilità?

L’idea sembra funzionare, altrochè.

Per ora Taskhunters è presente solo a Milano, ma i fondatori contano di lanciarla presto su scala nazionale.

Usarla è semplicissimo : dopo la registrazione, vi basterà pubblicare il ‘task’ di vostro interesse.

Il prezzo e le condizioni li scegliete voi: vedrete che ben presto qualche studente si offrirà di svolgere la mansione in questione.

Se il prezzo che avete stabilito non verrà considerato adeguato, l’universitario/a vi chiederà di trattare.

Se riceverete più proposte, potrete scegliere lo studente o la studentessa che riterrete più idoneo/a, visto che anche su Taskhunters (come in molte app) sono presenti i “feedback”, ovvero le valutazioni per ogni utente a seconda delle esperienze.

Più giudizi positivi avete, più aumenterete la considerazione nei vostri confronti: vale per gli universitari, ma anche per chi propone i lavoretti.

Taskhunters è la novità dell’anno.

L’università Bocconi ha inglobato la piattaforma facendola entrare, come start up più promettente, all’interno di Speed me up, l’incubatore gestito dall’università stessa insieme alla Camera di commercio di Milano.

A spiegarlo sono proprio i creatori del progetto:

“Tra il 2017 e il 2020 ci espanderemo nelle città italiane coi poli universitari più sviluppati come Roma, Bologna e Torino e poi ci testeremo anche in Europa”.

La modalità di pagamento può avvenire in contanti, con il rilascio di una ricevuta di collaborazione occasionale.

Oppure con il metodo online “Stripe”, che garantisce la sicurezza del pagamento ma impone una “trattenuta” del 18,3% quale corrispettivo del Servizio e così calcolata: 15% a titolo di corrispettivo per il servizio offerto dalla piattaforma Taskhunters e 3,3% a titolo di IVA.

 

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