MyFoody : un App per risparmiare e non sprecare

Lo spreco è sicuramente fra i mali peggiori che attanaglia la società.

Non ci rendiamo conto di quanto spesso gettiamo via del cibo che presenta errori in etichetta o perché il bastoncino di turno non è perfettamente dritto, è sempre più un’offesa a chi purtroppo non ha le possibilità.

Accade ogni giorno anche nei supermercati e negozi di alimentari.

Prodotti che hanno una scadenza a breve vengono venduti allo stesso prezzo degli stessi prodotti arrivati sullo scaffale il giorno prima e quindi in automatico con una scadenza aggiornata.

L’idea della giovane startup MyFoody è molto semplice.

Se il prodotto con una scadenza a breve (1 giorno per esempio) venisse offerto ad un prezzo più conveniente, si eviterebbe di gettare via lo stesso prodotto così da evitare inutili sprechi.

Un ritorno molto conveniente da ambo le parti.

I prodotti freschi infatti sono spesso soggetti a scadenze a breve termine per cui non è molto difficile che, se invenduti, vengano buttati nella spazzatura.

MyFoody si propone l’obiettivo di raccogliere quanti più prodotti in scadenza possibile e segnalarlo attraverso la propria applicazione a tutti gli utenti interessati.

Se il cliente è interessato ad un determinato prodotto fresco – ma in scadenza – può semplicemente localizzare il supermercato ed acquistarlo, magari consumandolo il giorno stesso.

Francesco Giberti, ideatore di MyFoody, molto attento alla sostenibilità ambientale, ha quindi lanciato una startup tutta italiana.

  • Base : a Milano
  • Obiettivo di fondo : abbattere lo spreco alimentare.
  • Idea a supporto : smaltire l’eccedenza nella distribuzione delle grandi aziende.

Consentendo dunque al consumatore di trovare molto rapidamente le offerte disponibili più vicine ed approfittare comunque di un prodotto fresco e limitando di conseguenza lo spreco.

E se il prodotto rimane invenduto ?

Come accennavamo prima, moltissimi prodotti con difetti estetici, dovuti magari ad un errore nella fase di confezionamento, spesso vengono comunque buttati.

L’idea è quella di ritirarli gratuitamente tramite gli enti no profit e quindi donarli alle persone più bisognose :

“Noi cittadini siamo spreconi.

Il problema è che siamo stati abituati a considerare il cibo alla stregua di un qualsiasi altro prodotto, un oggetto, dimenticandoci tutto ciò che sta dietro e il valore intrinseco del singolo alimento.

In questo modo il cibo ha perso la sua sacralità ed è diventato esclusivamente un bene di consumo. Ma questo atteggiamento sta cambiando”, ha affermato Giberti.

team-myfoodyAttualmente sono 19 i supermercati che hanno aderito all’iniziativa di MyFoody

Qui è possibile trovare l’elenco : è  operativo solo in alcune città italiane dove è addirittura disponibile anche la consegna a domicilio, ma naturalmente ci si sta attrezzando per l’espansione.

Lo staff di questa start up milanese, dopo un percorso di incubazione a Firenze, è ora composto da sei persone, di queste 4 sono fondatori, ed è stata valutata fra le trentacinque migliori idee di startup di innovazione per il Chest Project, programma finanziato dalla Commissione Europea.

 

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