Runtime Android, differenze tra ART e Dalvik
Il runtime Android ha subito severe modifiche dal passaggio ai nuovi OS. Scopriamo le differenze fondamentali tra ART e Dalvik, i due protagonisti fondamentali
Android, differenze tra nuovi runtime
Nonostante sia conosciuto per le nuove interfacce a toni sgargianti, specialmente dall’arco evolutivo che ha portato da KitKat a Lollipop, Android nasconde un discreto numero di segreti a livello software. In particolare, da principio, Android sfruttò la Dalvik Virtual Machine, per fornire una compilazione del codice eseguito di tipo JIT (Just in time).
Questo sistema ha permesso, fino a poco fa, di poter scaricare da un qualsiasi Android Store un’app in formato .apk, di cui Dalvik si occupava di tradurre il bytecode (linguaggio intermedio in cui è stata scritta l’app). Ciò consentiva ad Android di far funzionare ottimamente le app, risparmiando in termini di memoria il dispositivo.
Tuttavia, Dalvik presentava un esubero di risorse a livello energetico. A causa di questo ed altri fattori minori, questa virtual machine è stata sostituita a partire da 4.4 KitKat con ART (Android Run Time), che rapidamente è diventata versione predefinita in Android 5.0 Lollipop. L’approccio utilizzato è, ovviamente, completamente differente nell’installazione delle APK, e prende il nome di AOT (Ahead of Time).
ART consente di scaricare il pacchetto prescelto, dopodiché di avviare automaticamente l’installazione , durante la quale verrà generato anche un file (di estensione .elf, uno standard per eseguibili). Tale file consente la compilazione automatica del codice, diventando così pronto per l’esecuzione, e soprattutto rimanendo inalterato a fine esecuzione.
L’OS trarrà immediatamente vantaggio in termini di fluidità ed autonomia, dal momento che la CPU verrà lasciata libera dalla compilazione. Elementi di svantaggio sono invece: il maggior quantitativo di memoria occupata, e di una complessiva maggior lentezza durante l’installazione delle app.
Tuttavia, ART presenta alcuni notevoli vantaggi in grado di superare nel lungo termine le prestazioni di Dalvik, che a breve rimarrà uno dei numerosi ricordi nella teca degli esperimenti Google per i nostri Android.









