Risolta la congettura di Erdős sulle progressioni aritmetiche da un PC

Risolta la congettura di Erdős sulle progressioni aritmetiche da un PCL’uso di computer che risolvono equazioni matematiche dalle dimensioni eccessive per l’uomo è ormai cosa comune tanto che se ne pensano gli sviluppi futuri: risolta la congettura di Erdős sulle progressioni aritmetiche da un PC.

Computer evoluto risolve teorema matematico impossibile all’uomo

Le frontiere del pensiero non-umano, apparentemente finora relegato a particolari classi di androidi sperimentali, sembrano ingigantirsi ogni giorno di più grazie all‘intervento di PC e mainframe dalle caratteristiche peculiari e sorprendenti.

In particolare, è notizia recente che un computer di un gruppo di studio di Liverpool, in Gran Bretagna, sia riuscito a provare la cosiddetta “L”, particolare teorema che, semplificato, così reciterebbe: dato un insieme di numeri reciproci ed infiniti (esempio: +1 e -1), si ha la possibilità di trovare un sottoinsieme di numeri spaziata allo stesso modo (esempio: 8, 16, 24…); la somma di questi elementi avrebbe un valore assoluto grande a propria scelta.

Tale problema, nei decenni, era stato affrontato da svariate classi di matematici, tuttavia senza alcun particolare riscontro. La risoluzione, però, presenta alcuni problemi non indifferenti, tra cui la dimensione dei dati forniti per la prova: circa dieci GigaByte, tanto da non poter essere esaminata da alcuna mente umana.

Per affrontare il ricontrollo della prova, è comunque possibile predisporre un PC di medesima potenza, ma con software diversificato. Tuttavia, la rivista New Scientist ha proposto un quesito interessante, relativo a questo modo di rendere reciproco il rapporto umano-macchina: “La matematica non analizzabile dall’essere umano è ancora tale?

Tuttavia, gli studiosi di software, così come i teorici matematici, rimangono ben più affascinati dalle potenzialità di sistemi computativi superiori all’umano, che non alla categorizzazione dei risultati.

Possiamo dunque dire di assistere, in diretta, alla nascita dell’hardware post-umano, con evidenti risvolti che andranno amplificandosi in futuro, attingendo parte dall’esperienza umana, parte da una fonte di ignoto ancora difficilmente misurabile per noi, ma non per gli strumenti.

Roberta Betti

Appassionata da lungo tempo di tecnologia, videogaming e tutto ciò che verte intorno al mondo della cultura e dell'entertainment: scrivere e seguire innovazione e scoperte che vanno di pari passo con l'età dell'informazione rappresentano per me le priorità principali.

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