Facebook e Google, nuove scoperte tra reti neurali ed app di riconoscimento

reti neurali

Nonostante i due titani del Web continuino incessantemente a migliorare ed incrementare le funzionalità dei due principali social network di sempre, parte della ricerca di Google e Facebook risiede anche nello studio delle soluzioni per reti neurali in grado di far replicare a queste ultime un approccio artistico nell’auto- generazione di immagini, basandosi sulla comprensione dimostrata dai network e dagli algoritmi in questione dei fenomeni “osservati”.

I due diversi standard di ricerca stanno infatti producendo risultati altrettanto differenti nell’ambito della creatività delle diverse reti, in grado di concepire senza particolari input umani immagine di valore artistico basandosi su approcci speculari: l’algoritmo Facebook sfrutterebbe un vettore di informazioni randomizzate per ottenere il risultato voluto; ciò rapporterebbe le immagini esaminate a oggetti esistenti o meno nel mondo esterno, effettuando una selezione automatica ottenendo risultati in grado di ingannare l’occhio umano in una buona percentuale dei casi.

Google offre invece un certo “degree of freedom” alle proprie reti, dando loro in pasto immagini di ampio spettro quali ad esempio una panoramica di un cielo e consentendo di rilevare dettagli che, a discrezione della rete neurale, saranno
amplificati e portati in primo piano, all’attenzione dell’utente.

A maggior ragione per Facebook, una versione ridotta di tali reti neurali potrebbe essere implementata in una versione successiva della nuova app stand-alone Facebook Moments, in grado di riconoscere di primo acchito immagini
appartenenti ai propri conoscenti proponendo una piattaforma in grado di effettuare il sync tra immagini condividendole (anche su piattaforme esterne quali Flickr) quando necessario, grazie ad un algoritmo di riconoscimento facciale, rispondendo quindi al più attualmente arretrato Google Foto.

E’ dunque probabile che le prossime strategie autoindotte dalle reti neurali stesse possano portarle a competere direttamente con il mastodontico Robo Brain, bot online in grado di considerare miliardi di immagini e testi reinterpretati, da cui attivamente impara senza necessità di mediazione umana: gran parte delle capacità delle reti neurali di domani parte, quindi, ovviamente da oggi.

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Roberta Betti

Appassionata da lungo tempo di tecnologia, videogaming e tutto ciò che verte intorno al mondo della cultura e dell'entertainment: scrivere e seguire innovazione e scoperte che vanno di pari passo con l'età dell'informazione rappresentano per me le priorità principali.