PES 2016: la nostra recensione esclusiva
PES 2016 ancora una volta ci consente di vivere le stesse emozioni provate dai giocatori in campo.
Il modo migliore di trascorrere le vacanze.
Abbiamo provato PES 2016 la sera della Vigilia di Natale e vi raccontiamo subito quali sono le nostre impressioni. La prima volta che ci siamo trovati davanti ad uno dei capitoli della saga calcistica Pro Evolution Soccer era il 1998. La nazionale italiana era impegnata nei mondiali in Francia e ignoravamo l’esistenza di internet (ancora per poco tempo).
Con PES 2016 la saga di Pro Evolution Soccer spegne le sue prime 20 candeline, e noi gli siamo così affezionati che riusciamo a perdonare qualche difetto.
Tra i punti di forza di PES 2016 vi è sicuramente la qualità del gameplay.
Questa è stata portata ad un nuovo livello, Konami ha deciso di investire molto su questo titolo e ha curato alla perfezione la fisicità che uno sport come il calcio ha come particolare assoluto.
Competere con EA Sports non è un gioco da ragazzi, ed è per questo che PES 2016 è stato attrezzato con il motore Fox Engine, utilizzato anche per Metal Gear Solid.
I contatti tra i giocatori sembrano quasi reali e avvengono anche senza premere alcun pulsante, è come se il gioco riuscisse a prevedere le vostre azioni.
Anche l’interazione è stata modificata, il possesso della palla era un vero problema nelle versioni precedenti.
L’intelligenza artificiale di PES 2016 vi consente di fare una serie di passaggi consecutivi e dribbling spettacolari.
L’azione verticale è stata portata ai massimi livelli, quella orizzontale rimane un po’ indietro, con la conseguenza che le partite sono davvero frenetiche.
Sin qui potrebbe sembrare tutto perfetto, ma vi sono delle imperfezioni in PES 2016, davvero ridicole.
Non riusciamo a capire perché è stato scelto l’arbitraggio all’inglese: gli arbitri non fischiano quasi mai, i cartellini gialli sono trasparenti e i rigori vengono concessi raramente, anche quando ci sarebbero tutti i motivi per concederli.
Quando si gioca da soli non vi sono problemi, ma in gruppo volano le bestemmie e il limite tra gioco aggressivo e sleale diventa davvero sottile.
Per non parlare dei portieri che hanno le mani di pasta frolla e sono goffi e impacciati.
Konami dopo le numerose lamentele ha deciso di porvi rimedio e a breve ci saranno nuovi interventi.
Ultimo aspetto da analizzare i commenti con le voci di Fabio Caressa e Luca Marchegiani che fanno una telecronaca credibile e che rispecchia quello che accade in campo, forse è un po’ troppo ripetitiva.








