HeartSentinel rileva un arresto cardiaco e allerta i soccorsi

Vi ricordate il “Salvavita” Beghelli ? Uno strumento che fece capolino negli anni ’90 e risultò piuttosto utile alle persone anziane che vivono da sole.

In caso di malore, bastava premere un tasto e l’oggetto si preoccupava di avvisare le persone memorizzate: sorella, fratello, figli, e via discorrendo.

Il nuovo device ideato dai cardiologi dell’Università di Parma Claudio Reverberi e Nicola Gaibazzi prende un pochino spunto da quella che all’epoca fu un’assoluta novità.

Si tratta di HeartSentinel : una fascia cardiofrequenzimetro collegata ad uno smartphone.

uomo-tecnologiaCon entrambi connessi tramite Bluetooth Low Energy : questo apparecchio è in grado di rilevare un arresto cardiaco in corso e allertare i soccorsi via SMS tramite la GPS location, facilitando così l’arrivo dei sanitari del 118.

Nei casi gravi, come appunto l’arresto cardiaco, anche pochi secondi possono fare la differenza.

Nicola Gaibazzi ha spiegato nel dettaglio l’invenzione al sito “Startup Italia”.

“Abbiamo pensato ad una chance in più di sopravvivenza per milioni di soggetti: pensa a chi corre o fa sport in campagna o anche a chi lo fa in città ma senza che nessuno si accorga del suo stato di emergenza o pensa anche ai non sportivi di mezza età che passeggiano con il cane o si recano al lavoro, spesso con stress o ansia”.

L’algoritmo sviluppato da HeartSentinel può quindi salvare la vita di molte persone.

All’idea formulata da Gaibazzi e Reverberi si sono poi aggiunti Matteo Mille di Microsoft, in qualità di Business Advisor, e Andrea Nasturzio, in qualità di Sales Executive.

Ma perchè le fasce toraciche sviluppate da HeartSentinel risultano più affidabili dei diffusissimi smartwatch ?

E’ presto detto: i wearable garments proposti dalla startup dell’Università di Parma hanno poli prossimi al cuore, mentre i prodotti più comuni misurano la pulsimetria periferica e pertanto non possono essere considerati pienamente affidabili.

“Mentre HS sente l’attività elettrica ed è attendibilissima – spiega ancora Gaibazzi – L’unicità di HeartSentinel risiede nel fatto che è basata su una comprovata conoscenza scientifica che ci ha permesso di sviluppare e brevettare l’algoritmo selezionando modalità di rilevazione realmente efficaci”.

Il progetto è partito nel 2015, e già l’anno successivo ha chiuso un seed round di 100K con l’ingresso nella società del Fondo Borealis e di Fabbrica Digitale (work for equity).

“Stiamo chiudendo un contratto di licenza del nostro algoritmo con Sensoria, una società americana – conclude Gaibazzi – una sorta di spin-off di Microsoft, che si occupa di sensoristica per sport”.

 

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