77mila file video criptati su YouTube: il mistero di Webdriver Torso
Chi è webdriver Torso? Spiegato il mistero di YouTube e dei 77.000 file video criptati caricati sulla nota piattaforma di streaming video di Google.
Mistero su Youtube: oltre 77,000 video in codice caricati
Secondo alcune speculazioni di BoingBoing, noto blog di curiosità tecnologiche e news correlate all’attualità, nonché di BBC News online, su Youtube starebbe accadendo da circa un anno una serie di eventi molto peculiare.
La popolare piattaforma di video hosting, infatti, starebbe ospitando oltre 77.000 video di un youtuber particolarmente prolifico, che risponde al nickname di “Webdriver Torso“.
Gli utenti di Youtube, impressionati dalla quantità di video caricati, sono rimasti con un palmo di naso quando hanno scoperto, cliccando sui filmati, che ognuno di essi è un piccolo snippet della durata di circa undici secondi, e che per di più contiene sequenze di forme geometriche rosse e blu, accompagnate da un tono generato digitalmente, di diversa ampiezza a seconda del clip visualizzato.
Le speculazioni si sono succedute, come avviene nel caso di video virali dalle caratteristiche inusuali, tirando in ballo possibili messaggi criptati, alla stessa maniera in cui decenni fa si sfruttavano le cosiddette “Numbers radio“, ovvero stazioni radiofoniche in grado di trasmettere segnali in codice che all’utente medio non sembravano niente più che rumore di sottofondo, o suoni privi di senso.
La verità è invece arrivata poco dopo la viralizzazione dei video, grazie ad un software tester con quartier generale a New York. Isaul Vargas, questo il suo nome, ha notato le sequenze casualmente trasmesse in un sito di intrattenimento, riconoscendovi immediatamente delle diapositive relative ad una presentazione di set-top box per Netflix e servizi web analoghi a cui aveva partecipato.
Webdriver Torso non sarebbe altro, dunque, se non uno pseudonimo con cui una compagnia sta testando le capacità di rendering di Youtube, uploadando in blocco vari frammenti di video e diapositive per la presentazione dei prossimi servizi: un duro colpo, quindi, per chi già era pronto a portare prove basate su teorie cospirazioniste e misteri irrisolti del Web.








