IBM produrrà sangue elettronico per energizzare i mainframe
IBM cerca di raffreddare i super computer con sistema cooling liquido, simile a un sangue elettronico, che permetterà di ridurre dimensioni mainframe
IBM sviluppa sistema cooling liquido per super PC
La necessità di sfruttare sistemi di calcolo computativo sempre più efficienti e precisi nei calcoli e nella rielaborazione delle informazioni ha sempre comportato, a partire dai tempi in cui IBM studiò i primi modelli di mainframe durante gli anni ’50, un dispendio di risorse ed energie abbastanza elevato da impedire la diffusione di supercomputer su scala globale, confinandoli invece a poche realtà legate ai grandi nomi tra cui Google e IBM stessa.
La possibilità di dare un taglio netto ai consumi eccessivi, contribuendo allo stesso tempo ad un raffreddamento più efficiente dei sistemi in questione, sembra affacciarsi nel vicino futuro.
IBM sarebbe infatti intenzionata a dare l’avvio ad un particolare prototipo di sangue “elettronico”, da sfruttare per le procedure di cooling liquido (come avviene nei moderni PC) e la riduzione in contemporanea delle dimensioni dei processori, che potendosi sviluppare su scala tridimensionale porteranno vantaggio alle “superfarm” in cui vengono ospitati questi dispendiosi e colossali elaboratori.
L’obiettivo di IBM è arrivare naturalmente a contenere le dimensioni dei mainframe, fino a ridurli alle dimensioni di una zolletta: obiettivo ambizioso, ma non irraggiungibile, se si pensa alle dimensioni di un antico drive da 5 MB e le USB Key moderne, che possono contenere fino a 128 GB agevolmente.
La procedura dovrebbe portare, entro il prossimo ventennio, ad una moltiplicazione esponenziale delle operazioni rese possibili: si passerebbe così dall’attuale quadrilione di calcoli per secondo a svariati trilioni di miliardi/secondo, senza sosta, e senza particolar risparmio – se non quello energetico -.






