Come funziona backup Facebook? Alla base vi è l’uso di dischi Blu-Ray
Perchè i dati backup Facebook non sono immediatamente disponibili? Ebbene ecco svelato il mistero: Facebook utilizza dischi Blu-Ray per lo storage dati utente.
Backup Facebook via Blu-Ray
Una necessità da sempre percepita, da parte sia del piccolo utente locale, che dalla piattaforma di social networking di successo planetario, è il provvedere a backup specifici di ogni informazione contenuta e salvata all’interno dell’infrastruttura virtuale.
Facebook ha da poco tempo rivelato alcune delle specifiche principali del suo rack di storaging, che conserverà per molti decenni ancora le informazioni utente a cui si accede meno di frequente.
Malgrado siano in molti a criticare la scelta della piattaforma di networking più popolare dell’ultimo decennio, la scelta di Facebook di non rendere reperibili in tempo reale i backup poggia in realtà su fondamenta concrete.
La selezione di rack ottici, anziché di server costantemente funzionanti per i backup di dati secondari, permette infatti un abbattimento del tempo perduto nella gestione delle info dedicate agli utenti, che rimangono comunque reperibili in caso di re-inizializzazione dei sistemi.
Durante l’Open Compute Summit, sono state rilasciate ulteriori informazioni in merito alla tipologia di Blu Ray Discs utilizzata, nonché di gestione degli stessi, dalla webcompany di Palo Alto.
Si tratta, quasi fantascientificamente, di appositi DVD selezionati tramite braccia robotiche, quando necessario, in grado di individuare cartucce contenenti la somma di informazioni presente su circa 10.000 supporti singoli Blu Ray.
Una quantità incredibile di informazioni, dunque, al momento conservata su gruppi di dischi singoli da 100 GB, destinati a contenere immagini digitali degli utenti, così come altri dati di accesso poco frequente.
Probabilmente Facebook si dimostrerà intenzionato a conservare questo tipo di cold-storaging anche negli anni a venire, date le sue condizioni realizzative più semplici ed efficienti rispetto a quelle delle memorie flash, scartate per evitare di far ricorso – sempre per motivi gestionali – a chip di inferiore qualità.







