La Googlization del reparto IT aziendale
Come asserisce anche Lenny Pruss nella rubrica Memory Leak sul blog di medium.com, pare vi sia un detto nella Silicon Valley che la dice lunga sullo stato del comparto IT al giorno d’oggi : “se vuoi sapere come il resto del mondo organizzerà la propria infrastruttura IT in 10 anni da oggi, vai a vedere quello che oggi sta facendo Google”.
Forse un po’ autocelebrativa, vista l’inevitabile influenza che Google ha sulla Valley più tecnologica d’America, e d’altronde non nutriamo dubbi rispetto a quante impronte indelebili abbia già lasciato, nella storia, l’impresa di Page e Brin sulla tradizionale organizzazione IT di ogni azienda.
Se osserviamo però i data center di oggi è ineludibile che il massiccio movimento di dati stìa guidando la crescita di applicazioni decentralizzate.
Le aziende di ogni dimensione si stanno muovendo sempre più nella direzione di dotare l’impresa di agilità, scalabilità e tempi di attività ristretti, nel tentativo di tenere bassi i costi di produzione e amministrazione. Per questi motivi il Cloud sta sempre più trasformando il modo di lavorare e di fruire le informazioni in modo dinamico e “mobile”.
Tutte le applicazioni su cui Mountain View ha investito molto, sviluppando e implementando servizi negli ultimi anni (soprattutto aziendali e a ridosso di una sfida al monopolio dell’Office di Microsoft) vanno nella direzione del “cloudizzare” l’azienda rendendola (come detto) più snella ed efficiente.
I servizi performanti di Gmail per la gestione della posta elettronica aziendale con nome a dominio, Google Docs con la propria suite di applicazioni di calcolo, di scrittura e presentazione, le Google Maps per guidare la mobilità aziendale o promuoversi sul territorio, Chrome come porta d’accesso all’oceano di informazioni rappresentato dal web e ormai prevalente nel suo uso a livello globale.
E ancora : Google Drive per l’archiviazione di file in cloud, Hangouts per organizzare delle videoconferenze, Calendar di Google per organizzare le agende aziendali e sincronizzarle con la posta elettronica.
Ma l’azienda non necessita di crescere solo in modo snello e veloce, ambisce anche a presenziare i canali dell’informazione moderna, quella fruita tramite il web da tutti gli strumenti stanziali (PC) e mobili (smartphone, tablet e laptop) attraverso i motori di ricerca.
Quindi Google Maps è arricchito da tempo del servizio per le aziende “Google My Business” che permette di indicizzare, geolocalizzare e “visitare” l’attività anche attraverso foto postate dal proprietario dell’attività o dal gestore del suo account, al fine di promuovere o farsi più facilmente trovare dai potenziali acquirenti che, tramite lo strumento del motore di ricerca, stanno cercando i suoi prodotti/servizi.
L’esempio classico è la ricerca che ormai quasi tutti noi facciamo attraverso Google di un negozio o un ristorante : il risultato non riporta solo la mappa stradale, ma anche la foto delle vetrine, approfondendo con gli interni dell’attività e agevolando un facile contatto telefonico attraverso un solo click dello smartphone , così come un solo click è sufficiente per sfogliare il sito web dell’attività o il menù del ristorante.
Quindi : lavorare in mobilità, lavorare dal luogo che ci è più comodo, poter accedere e condividere le informazioni, arrivare alle informazioni in modo naturale, semplice e costruttivo non solo per il lavoro ma anche per le piccole, semplici esigenze della vita quotidiana che si avvalgono e si integrano con ogni evoluzione tecnologica qui descritta.
Una volta di più un esempio di quanto l’evoluzione che viviamo oggi, sia stata pensata anni fa con ampia lungimiranza, proprio da chi ora giova di quelle scelte vincenti, ora detta le regole e quindi può guidare il mercato.






