Rivoluzione web : oltre il 70% solo su mobile
Quella del mobile è una rivoluzione silenziosa che si prevedeva ormai da un paio di anni, e ormai sembra esser ufficiale
Secondo le ricerche di ComScore è ormai la maggioranza degli utenti ad esser connessa attraverso strumenti mobili, che si tratti di Smartphone o di Tablet.
La cifra è impressionante : il 70% di tutti i consumatori , questa la cifra che delinea la rivoluzione, seppur ancora “in combinazione con dispositivi desktop” (quindi PC fissi).
L’altro dato importante è che ad oggi gli Italiani “passano più tempo su mobile che su desktop”, coprendo su piattaforme mobili il 64% del tempo totale che tali utenti restano connessi.
Altro dato interessante, il target : i millenials.
Anche qui niente di sconvolgente ne di imprevedibile : sono i cosidetti “millenials” (ne parliamo qui) , ovvero la generazione di nati fra il 1980 e il 2000, i navigatori più assidui.
Lo studio infatti riporta un tempo medio di permanenza on line, nell’arco di un mese, di 88 minuti a utente.
A dimostrazione che si è sempre più connessi, sempre più digitali.
E’ ancora tutto da dimostrare che l’esser diventati una massa di persone orientate al digitale porti solo benefici : spesso vi sono delle controindicazioni che sono ancora da soppesare bene : facciamo qualche esempio “brutale”, che riflette criticamente questo cambiamento della società.
La conversione digitale del nostro quotidiano ottimizza i tempi.
Questo è un primo punto cruciale : con lo smartphone posso rispondere alle mail in qualunque momento, riducendo i costi della comunicazione e, pertanto, efficientare le nostre attività.
In realtà il tema dell’ottimizzazione del tempo è vista in modo critico da molti sociologi e psicologi in quanto comporterebbe soprattutto un isterizzazione o sottoporrebbe a stress i tempi di risposta, rendendoci costantemente reperibili senza permettere alla nostra psiche di staccare dallo scenario di routine, che si tratti di lavoro o di faccende personali.
Internet aiuta a socializzare
Anche questo è un punto focale : se vivete in grandi città ultraconnesse come Milano, o ci siete andati di recente, noterete dalle persone che affollano i mezzi pubblici e in particolare la metropolitana che vi è una propensione ad estraniarsi “incollando” lo sguardo allo smartphone.
E’ innegabile che questo crea un’inevitabile estraneazione di ognuno di noi, che si ferma al recinto del proprio orticello e fatica a guardare in volto gli altri.
Intendiamoci : non che i vagoni della metropolitana debbano essere (o siano mai stati) dei luoghi di incontro e socializzazione, ma certo l’atteggiamento descritto accentua l’abitudine nel rinchiudersi nel confort del proprio mondo, spesso diffidando in modo esagerato del mondo esterno.
E questo modo di vivere e pensare diviene tendenza poi anche fuori da quel vagone di metropolitana.








