Virgin Galactic …spazio al business

Virgin Galactic il business dei voli spaziali con il volo suborbitaleVirgin Galactic: il progetto prevede di unire parti opposte del mondo come Londra Sydney con viaggi suborbitali. Ecco il business dei voli spaziali.

Voli suborbitali nel futuro di Virgin

Virgin Group, a capo di un modo di intendere l’entertainment, i media ed i viaggi che ha sicuramente messo al centro dell’attenzione l’utente ed il soddisfacimento delle sue necessità in modo tecnologico ed affine agli standard moderni, ha da tempo lanciato una Company in grado di promettere entro qualche decina di anni i primi voli spaziali superiori al centinaio di chilometri d’altezza, e dallo scopo puramente intrattenitivo.

Non si tratterà dunque di esploratori “cosmici” pronti a sfidare l’immensità dei cieli nella speranza di ottenere nuove scoperte scientifiche, bensì di un servizio che si auspicherà alla portata di tutti, in grado di offrire nuove prospettive rispetto ai tradizionali voli aerei.

Lo spazioplano che si presume verrà utilizzato ha il roboante nome di Scaled Composites Model 339

Meglio noto con il nickname di SpaceShipTwo.

Sfruttando la presenza di alcuni vincoli di progettazione e pratici, il veicolo dovrà superare prove quali voli nello spazio sub-orbitale, accensione dei propulsori a razzo, test della necessaria pressurizzazione all’interno delle cabine.

Il successo di tale navetta permetterebbe ai voli iper-rapidi di estendersi notevolmente oltre le atmosfere che siamo abituati a solcare con un tradizionale volo arereo.

Gli “spazioporti” principali previsti su Terra prevedono infatti il collegamento di lati opposti del mondo , ad esempio, la tratta Londra-Sydney.

Seguendo l’esempio di SpacePort America, struttura situata nel deserto del New Mexico e ufficialmente operativa nell’ambito della realizzazione dei voli Virgin dal 17 ottobre 2011, quello che potremmo definire il primo aeroporto spaziale della storia, firmato dall’architetto britannico Norman Foster.

La prima navetta, la cui entrata in servizio era prevista per il 2012/2013, è chiamata “WhiteKnight Two” (Cavaliere bianco 2).

Il 31 ottobre 2014 l’aeronave SpaceShipTwo è esplosa in volo sopra il Deserto del Mojave poco dopo essere stata sganciata dall’aereo madre.

Il fatto è accaduto pochi secondi dopo l’accensione dei propri propulsori, causando la morte del copilota e il ferimento grave del pilota.

Se ne è parlato parecchio eppure dopo il fattaccio il progetto non ha subito battute d’arresto : l’azienda prevede di offrire 500 posti all’anno al costo di 200 000 dollari l’uno per raggiungere quote superiori ai 100 km d’altezza e per offrire sei minuti di assenza di peso, un mercato attualmente coperto solo dall’agenzia spaziale russa che offre i voli a prezzi di circa 20 milioni di dollari per sei giorni di volo.

I test effettuati fino ad oggi lasciano sperare ottimi risvolti per l’intera operazione.
E con la visione due seguenti video ufficiali, tutti pronti a meravigliarsi e sognare un futuro in orbita :

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