Oukitel, il primo smartphone Android con batteria da 10.000 mAh

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Il cosiddetto “fattore batteria”, nonostante le sempre maggiormente presenti ricariche wireless, accumulatori supplementari e la classica ricarica solare, rappresenta una delle maggiori motivazioni che -hardware a parte- incidono considerevolmente sulla scelta di uno smartphone o di un tablet da parte dell’utente finale.

Oukitel, per ovviare a questo diffuso inconveniente, a causa di chipset incapaci di effettuare energy saving adeguato, è pronto a diffondere il concept di un device entry level dotato di una accumulatore da ben 10.000 milliampere, in grado di sostenere un uso estremamente intenso, con applicazioni e multimedia in grado di attingere a pieno ritmo alle risorse di sistema.

Nonostante l’engine alla base dell’OS possa far del suo meglio per ottimizzare l’ecosistema applicazioni, come avverrà con Android M e la sua applicazione integrata Doze, la nuova idea Oukitel si baserà su Android e potrà facilmente entrare nella rosa dei device di maggior capacità assoluta, dal momento che una tale cifra non è raggiunta nemmeno dai tablet rugged più avanzati. Dai primi mockup traspariti in Rete, il nuovo smartphone non dimostra di avere uno spessore eccessivo nonostante la necessaria robustezza del chassis che ricoprirà il vano batteria, mostrandosi piuttosto attento ad un design pratico, anziché estetico.

Nonostante quindi la difficoltosa situazione relativa al comparto batterie rimanga dolente per la maggior parte dei terminali mid-end, l’intuizione di Oukitel potrebbe apportare un vantaggio significativo al device, come già accaduto, ad esempio, al passaggio a iPhone 6 Plus di Apple, risolvendo alcune dinamiche che nelle precedenti versioni portavano ad un battery drain abbastanza sostanzioso.

I nuovi smartphone si preparerebbero, nel caso in cui il paradigma di Oukitel fosse seguito, all’avvento di battery pack sostanzialmente più ampi, pertanto sarà necessario incasellarli in un device a fattore di forma particolarmente agevole da soppesare e trasportare, tra cui i modelli “edge to edge”, facendo oltretutto corrispondere ad essi un metodo di ricarica rapida quale una versione evoluta di Quick Charger, già conosciuto su Nexus 6 e particolarmente apprezzato per la sua capacità di restituire vita al dispositivo dopo alcuni minuti.

In attesa del nuovo Oukitel, è quindi possibile l’avvento di un mondo di smartphone con accumulatori di capienza più che accettabile, capaci di seguirci senza posa ora dopo ora, anche in applicazioni impegnative quali videogiochi e app grafiche.

Roberta Betti

Appassionata da lungo tempo di tecnologia, videogaming e tutto ciò che verte intorno al mondo della cultura e dell'entertainment: scrivere e seguire innovazione e scoperte che vanno di pari passo con l'età dell'informazione rappresentano per me le priorità principali.

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