Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan
Qualsiasi persona nata negli anni 80 (e in parte anche negli anni 90) ha un sussulto non appena sente nominare le Tartarughe Ninja.
“Quattro tartarughe per difendere la Terra, sono i Ninja”, cantava la sigla del cartone che è entrato nel cuore di tutti coloro che oggi oscillano tra i 25 e i 35 anni.
E non ne è mai uscito.
Il successo dei “Turtles” fu davvero interplanetario.
Dai fumetti, al cartoon, al cinema, fino ai videogames : proprio nel settore videogiochi la fama delle Tartarughe Ninja non ha mai raggiunto quei picchi toccati con film e cartoni animati, a causa anche di una cura piuttosto scarsa dei dettagli grafici e di ‘giocabilità’.
Tuttavia, va detto che l’imminente “Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan”, un gioco action in terza persona in uscita su Xbox 360, Xbox One, Playstation 3, Playstation 4 e PC, sembra intraprendere una strada finalmente soddisfacente.
Grafica in cell-shading per far sì che possiate rimanere ancora più coinvolti; sequenze adrenaliniche e fluide, stando almeno ai primi trailer rilasciati (quattro, uno per ogni personaggio, ovvero Donatello, Raffaello, Michelangelo e Leonardo); azioni di gioco coordinate grazie anche al multiplayer (da capire se sarà solo cooperazione online o anche locale, ma sembra che ci sarà solo la prima possibilità); storia che attinge a piene mani dal mondo dei fumetti, dove il maestro Splinter e i discepoli sono la reincarnazione di padre e figli uccisi nel medioevo.
E le armi? Chiaramente la katana per Leonardo, il nunchaku per Michelangelo, il sai per Raffaello e il bastone per Donatello.
Insomma, i punti di forza sono molti, ma considerando i vari “buchi nell’acqua” delle precedenti edizioni, ovviamente i dubbi rimangono.
Ad esempio, bisognerà capire l’effettiva longevità del gioco: la scottatura di Transformers Devastation non si è ancora raffreddata.
Nessuno si aspetta una campagna che duri una decina d’ore, ma neppure troppo corta e soprattutto abbastanza stimolante da far venire voglia di giocarla nuovamente.








