Il wearable in aiuto dei malati d’asma
Ebbene sì, l’innovazione che sta prendendo sempre più piede nel mondo della tecnologia potrebbe essere utile a salvare le vite di moltissimi pazienti affetti da varie forme d’asma.
Il ‘wearable‘ è in cima alle vendite degli ultimi anni.
Sono tanti, infatti, coloro che scelgono di dotarsi di un braccialetto, di un cinturino, di un orologio, addirittura di scarpe e occhiali per alcuni scopi ben precisi, come ad esempio il monitoraggio dell’attività cardiaca mentre si fa sport o il controllo della propria alimentazione.
Tutti questi accessori riescono a funzionare esattamente come uno smartphone, un tablet o un pc, e possono essere davvero utili a stabilire uno stile di vita sano ed equilibrato.
Ecco perchè l’Università del North Carolina ha pensato che questi dispositivi possono risultare fondamentali anche per salvare le vite di milioni di malati d’asma: secondo i dati dell’associazione Viviasma, i pazienti affetti da questa patologia sarebbero circa 300 milioni in tutto il mondo – di cui 2,6 in Italia – ed è previsto un aumento fino a 400 milioni entro il 2025.
Motivi scatenanti? Il fumo delle sigarette.
Ma anche diffusione di infezioni e inquinamento, senza ovviamente dimenticare i fattori genetici.
L’attacco asmatico improvviso è un qualcosa che non è ancora possibile prevedere e prevenire, ma l’invenzione dell’Università americana potrebbe venire in aiuto.
Lo strumento realizzato dall’Ateneo statunitense si chiama Health and Environmental Tracker (HET), ed è in grado di avvertire in caso di attacchi di asma.
Il dispositivo si compone di tre parti – ma nonostante questo, resta comodo da indossare – e tutte risultano essere molto importanti: il sensore, posizionato sul petto, che monitora i movimenti del paziente, il suo battito cardiaco, la respirazione e il tasso di ossigeno nel sangue.
il braccialetto, chiamato a controllare l’ambiente che circonda il paziente e valutare in questo modo la presenza di composti organici e ozono nell’aria, oltre alla temperatura e all’umidità.
Infine uno spirometro nel quale i pazienti devono soffiare di tanto in tanto nel corso della giornata per esaminare lo stato dei polmoni.
Come funziona? HET raccoglie i dati e li invia ad un database.
In questo modo sarà in grado di avvertire il paziente in caso di attacco imminente.
Non solo: sul braccialetto apparirà una notifica, in modo tale da permettere all’utente di prendere le dovute precauzioni.
“Il nostro obiettivo era quello di creare un dispositivo wearable in grado di anticipare l’arrivo di un attacco d’asma – ha spiegato Alper Bozkurt, uno dei ricercatori – così gli utenti potranno evitare di esserne colpiti, cambiando il luogo in cui si trovano oppure facendo una pausa durante un’attività”.








