Virus e malware su Microsoft: strategie di hacker e cybercriminali
Analisi di quelle che sono i nuovi rischi nel mondo degli hacker e cybercriminali sulla base delle analisi malware Microsoft 2014
Microsoft e malware: le nuove trovate di hacker e cybercriminali
Nonostante le recenti dichiarazioni di Symantec, secondo cui i classici antivirus ed antimalware non risultano essere più sufficienti a bloccare infezioni di grado medio o elevato, Microsoft, da quanto emerge da uno studio SIR (Security Intelligence Report) volta a scoprire le vere vulnerabilità di PC e reti, si trova sulla via di un trend nettamente positivo, negli ultimi anni.
I buoni risultati raggiunti in termini di ridefinizione delle protezioni contro malware e bug sono passati per buona parte attraverso le tradizionali tecniche di rilevazione, svolta con antivirus ovviamente di ampio raggio, tuttavia ancora ancorati ad un modello di azione basata sulle “vecchie” firme antivirali, che sono in grado di tener conto esclusivamente di una minaccia a se stante, senza considerarne le implicazioni con altri virus, grazie ai quali potrebbe ampliare l’impatto e devastare potenzialmente vastissime reti.
I cybercriminali, grazie all’apporto di Microsoft, sono perciò costretti a sfruttare nuove tecniche di malware writing, consapevoli che le tattiche tradizionali si rivelerebbero nella maggior parte dei casi un buco nell’acqua.
Secondo il SIR, le vulnerabilità della casa di Redmond sono precipitate di circa il 70%, cifra molto positiva se si considera il numero di exploit messi in circolazione quotidianamente.
Ha fatto bene probabilmente anche la concorrenza a tutto campo di Apple che, al contrario, ha sempre presentato come un must l’inattaccabilità dei propri sistemi operativi, sia di strumenti fissi come i Mac che dei propri mobile, proprio grazie all’isolamento della Root dal resto dei codici e script di programmazione.
La blindatura dei prodotti della Mela ha sempre caratterizzato prodotti di maggior affidabilità, seppure compatibili solo con se stessi (ovvero i prodotti Apple sono maggiormente, quando non esclusivamente, compatibili con relativi altri prodotti Apple e non con i concorrenti).
Nella storica concorrenza fra Redmond (microsoft) e Cupertino (apple) un’altra tappa storica fu quella di windows 95, sistema operativo che fu capace di riprendersi gran fetta di mercato, soprattutto quello business, che tornava fra le braccia di Gates dopo aver sposato la filosofia della Mela. Windows 95 replicava molti degli elementi positivi dei Mac, ma con un costo più aggressivo che le permise di invadere e conquistare il mercato.
Discorso diverso per Linux che invece mantiene la propria inattaccabilità correlata ai livelli di sicurezza e password pensati ogni volta che si tenta di installare qualcosa. Fermando quindi automaticamente e in modo evidente tutto ciò che non è davvero voluto dall’utente.
Oggi gli scrittori di malware sono dunque alle corde, ma pur sempre operativi: nel 2013, infatti, sono state rivelate più minacce dal lato dei fake download, pensati per ingannare l’utente attraverso l’aggiunta di software e add-on del tutto malevoli.
Lo spam sembra essere un’altra chiave di volta dei malware writer, spesso però collegato a pubblicità inutile e persistente, oppure a chiari tentativi di phishing delle credenziali.
Nonostante ormai da molto tempo sia concluso il supporto di Microsoft al suo prodotto di maggior successo, Windows XP, oggi preda diffusa di hacker e studiosi di security, Microsoft sembra dunque intenzionata a proteggere il futuro di hardware e software basandosi sulle proprie – finora corrette – intuizioni.









