Che cos’è la crittografia end-to-end di WhatsApp

Privacy e protezione dei dati?  La battaglia che contrappone Apple all’Fbi  rischia di essere solo la prima ed emblematica, e gli atteggiamenti dei Big nei confronti delle tematiche toccate sono il segno del mutamento di sensibilità sullo scambio di dati attraverso la rete, e Whatsapp è fra i primi a guidare la rotta.

L’app che vanta ormai oltre un miliardo di utenti ha “blindato” le conversazioni scritte e parlate : ha infatti reso operativa una novità rilevante, un aggiornamento grazie al quale tutti i dati scambiati sulla sua piattaforma saranno d’ora in poi criptati e inaccessibili a chiunque voglia vederli.

Ma è qui che converge il dibattito : che si tratti di malintenzionati, forze dell’ordine, addirittura dei dipendenti della stessa Whatsapp,  non sarà lasciato alcuno spiraglio (detto anche «backdoor» , ovvero una porta aperta agli interventi delle autorità).

Fondata anni fa da Jan Koum e Brian Acton e acquistata da Mark Zuckerberg nel febbraio 2014 ,  l’app più famosa e utilizzata ha dato il via al processo di cifratura degli scambi e già a dicembre 2015  ha negato l’accesso richiesto dal governo brasiliano, e Zuckerberg stesso era intervenuto con una nota su Facebook incitando i brasiliani a far sentire la loro voce «affinché il governo brasiliano rifletta la volontà del proprio popolo».

Non sono passate molte ore che un giudice del tribunale di San Paolo ha ordinato il ripristino dell’applicazione, ma questa è stata un’altra occasione in cui il fondatore di Facebook ha ritenuto opportuno intervenire in vicende politiche con un intervento propriamente politico, come avvenuto anche in occasione di una risposta al candidato alle primarie repubblicane Donald Trump , in difesa della comunità musulmana in America.

Ebbene è del 5 aprile l’annuncio di W.App in cui si fa sapere di aver completato l’operazione di criptatura coinvolgendo messaggi e chiamate vocali, chat di gruppo, fotografie e video. Spiegano i due fondatori: «L’idea è semplice: quando mandi un messaggio, l’unica persona che può leggerlo è la persona o il gruppo cui è stato inviato. Nessun altro. Non i criminali. Non gli hacker. Non i regimi oppressivi. Neanche noi. La crittografia end-to-end rende le comunicazioni su Whatsapp qualcosa di molto simile a un dialogo vis a vis».

E l’aggiornamento si rende necessario, in quanto la mancanza di esso renderà non più possibile inviare messaggi ai contatti che invece hanno già aggiornato. moxie_marlinspikeSecondo l’edizione americana di Wired, per l’operazione i due fondatori si sono rivolti a Moxie Marlinspike (vedi foto) al quale risale il noto progetto open source Open Whisper Systems.

Whatsapp  spiega i passaggi tecnici e si addentra nei particolari.

L’identità di chi messaggia non è criptata, ma solo i messaggi che, proprio grazie alla crittografia “da punto a punto”, presenta chiavi private e pubbliche solo nei dispositivi di mittente e ricevente e nel canale di scambio.

Se malintenzionati attaccano, o le autorità si rivolgono alla piattaforma di transito, non ottengono nulla in quanto tutto è vincolato al device dei due messaggianti,  e sui server nulla è in chiaro.

Sia Zuckerberg che i due fondatori Koum e Acton, nella vicenda Fbi vs Apple, si sono schierati apertamente e appassionatamente dalla parte di Tim Cook, ma con questo ulteriore passo avanti WhatsApp ha concluso un percorso iniziato da tempo e che colma il divario con iMessage di Apple,  o con Telegram e i suoi 100 milioni di utenti, o con Snapchat, che sembra stia mietendo successi nel BelPaese con +151% grazie ai messaggi “a scomparsa”.

Superata da poco la quota di 100 milioni di utenti attivi grazie soprattutto alle garanzie sulla privacy, Telegram si sta facendo conoscere alle masse per poi farsi apprezzare con ulteriori funzioni e in un mercato saturo di app clone l’una dell’altra il rispetto di un valore quale la privacy da i risultati sperati.

«Rinunciare alla crittografia potrebbe essere molto pericoloso», aveva dichiarato Pavel Durov , fondatore di Telegram, al Corriere della Sera.

Più del terrorismo? (chiede il cronista).  Risposta : «Difficile paragonare le due cose, ma direi di sì».

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