Assassin’s Creed Syndicate : la Londra vittoriana su console
Un colossal che mette in scena la seconda rivoluzione industriale e con lei anche Karl Marx, Charles Darwin, Alexander Bell e Charles Dickens (fra gli altri).
Assassin’s Creed Syndicate è il nono capitolo della serie di videogame.
Syndicate è l’ultimo capitolo di Assassin’s Creed, avventura da console ambientata in un periodo complesso per una serie di videogame (prodotto da Ubisoft) da poco mendo di 90 milioni di copie.
E’ ambientato durante la seconda rivoluzione industriale : portare tali ambientazioni sperimentali alla massa che fruisce dei videogames è certo una scelta tutto sommato coraggiosa.
La Londra di Aassassin’s Creed riesce a dare a volte perfino l’illusione degli odori pestilenziali di sporcizia e inquinamento.
In questo capitolo i protagonisti sono due fratelli: Jacob e Evie.
Un’intera città da esplorare, dialoghi ironici, personaggi sopra le righe.
Sullo sfondo la lotta fra la setta degli assassini e quella dei templari.
Il mondo delle Crociate, dominato dagli estremismi religiosi e gli assassini intenti a combattere i templari.
Questi ultimi giudicano pericoloso lasciare la facoltà alle persone di decidere del proprio destino.
La parata di personaggi noti del passato è una consuetudine.
Se un tempo era Leonardo da Vinci a costruire per noi armi e congegni letali, oggi si incontra fra gli altri Karl Marx, si volteggia fra un tetto e l’altro di Whitechapel, si corre in carrozza lungo Westminister.
Oppure si combatte nei vicoli e sui tetti dei treni a vapore e si uccide in silenzio, nell’ombra.
Rispetto al capitolo precedente ( Unity) è tutto leggermente più veloce, meno definito : difetto comune a tanti titoli fatti uscire di fretta.







