Destiny 2 : il sequel era necessario?
Sono passati solo pochi mesi da quando vi parlavamo di Destiny 2 e di quanti, già allora, si domandassero se era proprio necessario un sequel del famoso games di lotta.
Nessuna innovazione sostanziale rispetto al primo capitolo, anzi : i cambiamenti apportati da Bungie (casa produttrice) sembrano più vicini alla fisionomia di un DLC che di un vero e proprio seguito.
Tra i punti più rilevanti troviamo senz’altro una nuova storia.
Un nuovo loot, nuovi Strike e mappe, modifiche alle classi e ovviamente il comparto tecnico non più limitato dall’old gen.
Parte di tali introduzioni, tuttavia, era già stata presentata in occasione degli ultimi DLC del titolo, su tutti nel Re dei Corrotti.
Ora, ciò che non ci aveva convinto di Destiny risiedeva nell’aspetto narrativo, nella varietà delle missioni, nella struttura del multiplayer e nelle evidenti limitazioni tecniche.
Elementi in Destiny 2 che appaiono ancora sottotono.
L’assenza di server dedicati, infatti, allontana l’ipotesi eSport, mentre il limite di 30 fps su console ne tronca la godibilità complessiva.
Inoltre dai gameplay visti finora le meccaniche sembrano essere rimaste identiche, così come l’HUD e il feeling nel suo insieme.
Non sarebbe stato meglio continuare a supportare il primo capitolo con un programma serio di DLC e allo stesso tempo portarlo su PC?
La domanda è lecita e moltissimi fan del titolo Bungie se la sono posta di buon diritto.
Ad oggi la schiera di appassionati rimane solida e non abbiamo dubbi sul fatto che Destiny 2 possa vendere bene.
I problemi irrisolti in passato, ad ogni modo, rimangono più vivi che mai.
A Bungie spetta una scelta fondamentale : fare il grande salto di qualità aprendosi al futuro.
Oppure accontentarsi dei risultati ottenuti in precedenza senza effettivamente imparare dalle critiche, severe ma giuste, ricevute finora.
Stando a quanto appena successo nei giorni scorsi sembra che le ulteriori novità messe sul piatto da Bungie siano davvero poco apprezzate dai fans.







