Pyramid Solitaire Saga : game in viaggio fra Egitto e Piramidi

Giocare a carte, si sa, è un’attività che viene spesso svolta in compagnia di un’altra persona o più persone, tra cui ci si sfida in alcuni dei giochi più comuni: scopa, briscola, tressette, tanto per citarne alcuni.

Spesso, però, vuoi per mancanza di tempo o banalmente per mancanza di ‘avversari’, ci si rifugia nei cosiddetti solitari, ovvero in quei giochi di carte da praticare da soli.

Lo scopo, in questo caso, non è battere gli altri, ma bensì raggiungere un determinato obiettivo: se ci si riesce, si usa dire che il solitario “è riuscito”.

pyramidCe ne sono molti sia con le carte napoletane (mazzo da 40) sia con quelle francesi (da 52).

I solitari hanno sempre riscosso un certo successo nelle popolazioni.

Il loro approdo sul web è stato subito salutato con grande entusiasmo dagli utenti.

Con il passare del tempo e l’evolvere della tecnologia, il solitario ha fatto il suo sbarco anche sui social network (Facebook su tutti) e sui dispositivi iOs e Android.

Il gradimento è risultato sempre molto elevato, in particolar modo quando gli sviluppatori sono così lungimiranti da ‘integrare’ alla formula classica del solitario anche alcune innovazioni, come alcune sfide tutte particolari, delle ambientazioni d’impatto o semplicemente dei bonus.

Uno dei giochi che possiede al meglio queste caratteristiche è senza dubbio Pyramid Solitaire Saga, dove il contesto è l’intrigante Egitto con le sue misteriose piramidi.

Ovviamente il protagonista, anzi LA protagonista, è un’avventuriera accompagnata da un aiutante speciale: un topolino.

Tutta la struttura del gioco è chiaramente a tema: dalle zone che andremo via via ad affrontare fino agli ostacoli che dovremo aggirare nel corso della nostra ‘campagna d’Egitto’.

All’inizio, il gioco si presenta quasi in forma ‘tutorial’ per permetterci di muovere al meglio i nostri primi passi.

Superata la primissima fase, dove utilizzeremo la (scarsa) quantità di lingotti per sbloccare alcune zone, ci troveremo di fronte situazioni più complicate, dove verranno richiesti dei ‘requisiti minimi’.

Il più classico è il dover realizzare una combo di dieci carte con all’interno una blu (ma potrete metterla ‘da parte’ per poi utilizzarla al momento opportuno…).

Il gioco non ha pretese ‘enormi’ – discreto sia graficamente che per quanto riguarda il sonoro – e si basa molto di più sulla fortuna che sulla abilità strategica – per superare diversi ‘stage’ dovremo fare molte prove.

Fino alla volta buona – ma è ben strutturato e risulta abbastanza divertente, anche in virtù della stima che gode il gioco stesso e la pratica del solitario in generale.

 

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