Nanotecnologie : a Pisa nasce il futuro

universita-pisaEcco uno studio davvero molto interessante quello a cui hanno partecipato l’Università di Pisa, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Istituto Catalano delle Nanotecnologie e l’Università di Tokyo.

Grazie ad una proficua collaborazione internazionale, è stato possibile realizzare il primo dispositivo elettronico basato su una eterostruttura bidimensionale: in parole povere, stiamo parlando di qualcosa di piccolissimo, dallo spessore di un solo atomo.

Lo studio ha avuto un grosso risalto internazionale nel settore delle nanotecnologie, tanto da essere recentemente pubblicato sulla rivista Nano Letters (facente capo all’American Chemical Society), che è uno dei giornali scientifici di riferinmento nel settore.

In particolare, il dispositivo è stato realizzato per mezzo di una tecnologia sviluppata dall’Università di Tokyo, in grado di modificare le proprietà elettriche del Bisolfuro di Molibdeno da semiconduttore a metallo, tramite un raggio di elettroni ad alta energia. Le simulazioni a livello atomistico effettuate dall’Università di Pisa (da Teresa Cusati, Gianluca Fiori e Giuseppe Iannaccone) e dal Cnr di Pisa (Alessandro Fortunelli), oltre a fornire spiegazioni sugli effetti osservati a livello macroscopico, hanno permesso di prevedere il comportamento elettrico del dispositivo fabbricato, infine corroborato dagli esperimenti.

“La tecnologia sviluppata, sia dal punto di vista della fabbricazione, che di quello della simulazione – spiega Gianluca Fiori del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa –mette le basi per il raggiungimento di nuovi traguardi nel campo dell’elettronica bidimensionale, considerata sia in ambito scientifico che industriale come una tecnologia promettente al fine di ottenere transistor flessibili e a basso consumo”.

Senza dubbio un’importante innovazione nel settore delle nanotecnologie, che dà lustro alla ricerca italiana e in particolare a quella dell’Università di Pisa, e che caratterizza positivamente la collaborazione realizzata dall’Ateneo pisano con quello di Tokyo, unitamente al Consiglio Nazionale delle Ricerche e all’Istituto Catalano delle Nanotecnologie.

 

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