Recensione di Temple Run

“Run for your life!”, cantavano gli Iron Maiden nel lontano 1982, nel ritornello di uno dei loro più celebri pezzi, “Run to the Hills”, contenuto all’interno dell’altrettanto monumentale album “The Number of the Beast”.

Ed è forse proprio per dare un tocco di heavy metal che gli sviluppatori di Temple Run hanno scelto “Run for your life” come tag-line del gioco.

Non appena si inizia a giocare a Temple Run viene subito in mente – almeno ai “gamers” un po’ più anziani – una scena di Indiana Jones, quando l’archeologo attiva inavvertitamente una trappola ed è costretto a correre inseguito da un enorme masso intenzionato a schiacciarlo.

Ecco, come prima prova non dovremo eludere un sasso, ma un esercito di scimmie scatenate e desiderose di punirci per aver profanato il tempio.

Non possiamo far altro che fuggire, e per farlo c’è da correre all’impazzata evitando di volta in volta tutta una serie di ostacoli, con il percorso che cambia rapidamente e la difficoltà che aumenta man mano che si va avanti nel gioco.

Tuttavia, c’è qualcosa che può darci una mano in Temple Run.

Anzi due: i gettoni e gli “achievement”.

Grazie ai primi, che possiamo raccogliere lungo la strada (un classico…), siamo in grado di ottenere i vari potenziamenti (un classico anche questo…) che ci saranno molto utili nel corso della partita: dai ‘boost’ che ci sparano avanti di parecchio facendoci evitare le trappole, all’invisibilità, senza dimenticare le vite extra.

Come per tanti altri giochi, è possibile accumulare gettoni anche ‘pagando’ con il sistema di acquisto in-game.

E gli “achievement”?

In tutto sono circa una ventina, e vengono sbloccati solo dopo aver completato determinati obiettivi (es. raccogliere mille gettoni, ecc.).

Dal 2013 è stato proposto anche un sequel, Temple Run 2

Si discosta molto poco dal predecessore : gli sviluppatori hanno ritenuto opportuno inserire qualche novità, a cominciare dalla grafica.

A prima vista ci si rende subito conto di un restyling, che a conti fatti risulta anche particolarmente gradevole.

Il gameplay è sempre lo stesso: anche nel secondo episodio siamo sempre inseguiti da dei “cattivoni” e ci toccherà correre ed evitare tutta una serie di ostacoli disseminati sul nostro percorso.

Al contrario, dovremo cercare di raccogliere quante più monete possibili, che può permetterci anche di ben figurare nelle classifiche online.

Collezionando monete e gemme, siamo in grado anche qui di ottenere gadget e potenziamenti (che sono sostanzialmente gli stessi del primo episodio) che ci consentono anche di sbloccare altri tre personaggi :

  • Scarlett Fox
  • Barry Bones
  • Karma Lee.

Interessante è il ruolo delle gemme, che servono per acquisire i cosiddetti “powerup”.

I tanti upgrade fanno sì che il giocatore sia sempre stimolato a cimentarsi in Temple Run, che altrimenti rischiava alla lunga di caratterizzarsi come “stantio”.

Un gioco divertente, consigliato a tutti.

 

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