The Witcher 3 Blood and wine : la recensione
Diciamolo subito: il giudizio sul terzo episodio di The Witcher 3: Wild Hunt è largamente positivo.
Può essere valutato con molta soddisfazione : non si poteva sperare di meglio per chiudere la saga di The Witcher, cominciata quasi 10 anni fa e giunta al suo ultimo (?) episodio.
La storia di questo terzo episodio, Blood and Wine, non muta rispetto ai due precedenti. Siamo sempre in una regione inedita, Toussaint, e c’è sempre Geralt nel suo ruolo di Strigo e cacciatore di demoni e bestie varie.
Abbiamo la possibilità di usufruire di un cacciatore ‘potenziato’, con equipaggiamento già mediamente valido e un buon tesoretto di punti abilità da poter spendere.
Blood and Wine è certamente migliore, nel complesso, rispetto a Hearts of Stone.
Il predecessore era praticamente perfetto per quanto riguarda il ‘fulcro’ del gioco, la parte centrale della storia, ma lasciava parecchio a desiderare nei dettagli, e in tutto ciò che concerne il contesto.
Problematica nettamente risolta da questo terzo episodio: le missioni secondarie si integrano molto meglio nello scenario complessivo.
E poi Toussaint riesce ad apparire al tempo stesso rassicurante (colline e vigne che ricordano le campagne francesi, ma anche quelle toscane, ndr) ma anche ‘pericolosa’, con una sensazione di disastro imminente.
E non a caso, ci troveremo anche qui a dover far fronte ad una belva assassina, smaniosa di sangue e morte, che perpetra attraverso la magia nera.
La sua furia omicida, all’inizio difficile da comprendere, viene poi resa chiara man mano che si procede con il gioco: la belva punisce tutti i cavalieri che hanno macchiato l’onore dell’ordine cavalleresco.
Insomma, solo per la ‘main quest’ preparatevi a dover affrontare almeno 15 ore di gioco.
Se ci aggiungete qualche missione secondaria, si arriva facilmente a 18-20.
Se invece volete farvele tutte, beh, allora ci si aggira tranquillamente sulle 40 ore, e non è detto che vi bastino. Il doppiaggio inglese è di buona qualità, l’italiano lo troverete solo nei sottotitoli.
Qualche critica? Le solite: grafica non sempre perfetta, bug e loop.
Ad esempio, in qualche missione secondaria potrebbe non apparirvi il nemico, impedendovi di completarla.
Portate pazienza, in fondo si tratta davvero di qualche problemino al cospetto di un ultimo episodio davvero all’altezza della saga.








