Microsoft e NSA collaborano nello scandalo Datagate: le nuove prove
I due colossi uniti nello scandalo più monitorato degli ultimi anni: il Datagate. Rivelazioni a riguardo da parte dell’attivista Glenn Greenwald e delle sue pubblicazioni
Microsoft e NSA collaborano per un obiettivo comune e poco trasparente
A qualche anno di distanza dalle principali rivelazioni in materia di security, rivelate da whistleblower quali Edward Snowden e da forti gruppi di hacktivisti sparsi in tutto il mondo, lo scandalo Datagate, NSA e PRISM sembra non essere destinato a quietarsi. Il recente intervento del columnist di The Guardian, Glenn Greenwald, ha messo sotto i riflettori alcuni comportamenti di Microsoft e NSA che non appaiono troppo trasparenti: il tutto, rivelandosi nel nuovo libro “No Place To Hide”, tradotto in italiano come “Sotto Controllo”.
Il libro in questione sostiene e ribadisce alcune tesi dello stesso Greenwald, che partendo dal 2013 si è rivelato in una serie di notizie analoghe sulle attività NSA. Secondo tali fughe di notizie, Microsoft e NSA sarebbero partner nello scambio di dati, facilitando la prima l’accesso ai dati tramite servizi cloud utilizzati dalla maggioranza degli abitanti USA così come europei: SkyDrive (ora OneDrive).
Malgrado gli aggiornamenti avvenuti in termini di privacy negli anni passati, OneDrive e i suoi contenuti sembrano essere effettivamente accessibili senza richieste formali d’eccezione, a partire dal sette Marzo 2013. Dai documenti leaked di cui Greenwald ha parlato, si evince chiaramente l’accordo stipulato con l’FBI per la gestione dei dati, più alcune terribili rivelazioni sul servizio Outlook e Skype.
In particolare, per quanto riguarda il primo, a partire dal dodici Dicembre 2012, è stata avviata una tipologia di sorveglianza in grado di esimersi dal rigido controllo SSL, una forma di crittografia che avrebbe dovuto riservare l’opportuna privacy. Skype, d’altronde, non se la passa meglio: essendo stati i supernodes in grado di mantenere la continuità delle comunicazioni sostituiti da un sistema accentrato da Microsoft, è di gran lunga più semplice intercettare le potenziali chiamate.
Un quadro, compilato da Glenn Greenwald, che porterebbe forti prove ed accuse alla casa di Redmond, che in futuro dovrà giustificare simili azioni.









