Guerra commerciale USA-Cina : a che punto siamo?

Altro che Guerra Fredda: tra Cina e Stati Uniti la guerra è caldissima e si combatte a colpi di dazi. Già dal 15 ottobre doveva partire un aumento del 5% su oltre 200 miliardi in prodotti cinesi ma c’è stata una tregua.

In compenso, rimane lo spettro di un rincaro ben superiore (circa il 15%) che potrebbe essere applicato proprio a ridosso del Natale.

Huawei godrà di accordi differenti che ancora devono essere presi.

Uno dei colpi in canna del colosso cinese è il 5G. Basta solo nominarlo perché ci si dimentichi persino di quel “piccolo” inconveniente che aveva visto coinvolta nientemeno che la figlia del boss e direttrice finanziaria di Huawei.

Almeno è quello che spera l’azienda. Accusata da Washington persino di spionaggio, se gli americani decideranno di procedere con la richiesta di lavorare le componenti tecnologiche fuori dai confini asiatici, saranno anche altre le aziende coinvolte.

La preoccupazione che aleggiava intorno alle sorti di Huawei si attenua.

Ma l’attenzione rimane alta. L’industria di telefonini resta tra le più attive sul mercato, nonostante le perdite subite dall’inizio di questa vicenda e l’accordo parziale di qualche giorno fa giova persino a Wall Street che chiude in salita.

I destini delle due superpotenze rimangono strettamente legati: la salute dell’economia dell’una conferisce benefici anche all’altra.

La domanda di smartphone Huawei continua ad essere notevole e la guerra dei dazi diventa controversa.

Se la cosiddetta “fase uno” è conclusa, è anche grazie alla promessa della Cina di importare grano, soia, maiale e altri prodotti dall’America.

Il paradigma do ut des: tecnologia per grano.

Alla fine dei giochi, quando l’accordo verrà firmato in Cile come previsto, se Huawei continuerà ad essere una potenza mondiale e tra i marchi più acquistati dagli americani, potrebbe indirettamente dipendere da quanti prodotti made in U.S.A. si troveranno i cinesi nel piatto.

 

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