Il futuro è all’insegna della portabilità

Il vento di innovazione che nell’ultimo decennio è soffiato nel nostro quotidiano, e cavalcato da aziende come Apple o Samsung, si è finora basata sull’applicazione della cosiddetta legge di Moore.
Secondo cui : « La complessità di un microcircuito, misurata ad esempio tramite il numero di transistori per chip, raddoppia ogni 18 mesi».

Nuovi dati pervenuti direttamente dalle misurazioni delle capacità dei device della grande Mela mostrano un incremento sostanziale nelle capacità di threading dei microprocessori.

Quindi maggiore capacità di restituire risultati, informazioni, nonostante la diminuzione delle loro dimensioni.

Facciamo ora solo un piccolo accenno di storia.

Gli anni 2000 hanno rilanciato questo trend con la produzione dei primi “cellulari intelligenti“.

Ancora distanti però dal prendere il nome compiuto di smartphone, in quanto sprovvisti di funzioni fondamentali.

Tra queste una connessione Web stabile.

Eaperta ed una possibilità di interfacciarsi con un mondo di applicazioni di diversa natura.

Quindi abbiamo assistito al tramondo degli HDD, in grado di essere completamente sostituiti e migliorati dai più efficienti SDD,  in grado di eliminare qualsiasi altro supporto ottico in circolazione.

Fino ad arrivare ai ritmi di crescita dei device oggi in commercio, di pari passo all’eliminazione di supporti diventati ormai obsoleti.

Le prestazioni consentono comunque di gestire supporti quali, ad esempio, i masterizzatori esterni USB, manifestando ancora una relativa apertura a periferiche ingombranti.

Ancora una volta (necessario ammetterlo) Apple si è fatta precursore del mercato.

In che modo?  Eliminando il supporto dedicato ai DVD per le sempre più innegabili esigenze di portabilità del device.

Apple ha prospettato per prima (quando ancora il mercato non era completamente pronto)  un futuro completamente disconnesso da tutto ciò che non incontri le esigenze di poter operare in ogni tempo e luogo con i dispositivi a portata di mano, che ci si trovi in ufficio, a casa, per strada, dovunque.

E da qui prende slancio , dopo le evoluzioni delle tecnologia, il trend tecnologico chiamato wearable, ovvero indossabile.

E’ sfida aperta fra i produttori per progettare e lanciare sul mercato il gadget tecnologico da vendere.

Alcuni di questi è certamente il comunemente chiamato smartwatch, vale a dire un orologio sportivi che tra le tante funzioni hanno anche la capacità di registrare una traccia gps.

Ma anche collegarsi e dialogare con il proprio smartphone, effettuare chiamate e navigare su internet.

Quest’ultimo elemento permette loro di sfruttare la connessione per le Applicazioni più diverse ad uso quotidiano (dalla registrazione del battito cardiaco in poi).

E certo non è possibile non citare i  Google Glass con la loro realtà aumentata o i device indossabili,  il cui trend vede un lento progresso (forse anche a causa delle crisi economica, che li fa ancora percepire come oggetti “indispensabili”).

La tecnologia ha invaso molte sfere della quotidianità e gli automezzi non potevano restarne immuni.

Innumerevoli le Applicazioni che supportano il Car Sharing.

Un’esigenza delle grandi metropoli (Milano e Roma in testa) per  decongestionare la city dal traffico privato e anche le App sfruttate dalle aziende di trasporto pubblico.

L’ATM di Milano è molto avanti su soluzioni web e applicazioni mobili per supportare e informare gli utenti. Oltre a permettere l’acquisto diretto dei biglietti di viaggio.

I Taxi, che storicamente rappresentano uno fra i settori più ingessati e lobbistici della nostra economia, hanno un’App anch’essi. Mytaxi  è molto utile nella ricerca e prenotazione di un taxi dal proprio smartphone.

Insomma : una mobilità sostenibile che cresce e soddisfa l’esigenza di tanti, facendone un mezzo “a disposizione” nel breve, e al comando del nostro smartphone.

Ma l’evoluzione tecnologica non si ferma qui.

Sono stati commercializzati negli ultimi mesi diversi Glass (da Epson Maverio al Samsung Gear)  gli smartbend, siamo addirittura approdati ai Ring,  e sugli Smatwatch stanno investendo molti dei più grandi brand, da Swatch ad Asus.

Diamo il benvenuto ad una nuova era in cui le informazioni sono a portata di click e la tecnologia ci permette di fruirle dovunque.

Immediatamente e con device semplici e comodi, fino al punto di vestircene.

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